Fa parte di quelle preparazioni che distinguono il cultore del “mangiare-fai-da-te” da quello che parla tanto e poi si limita ad eseguire lo stretto indispensabile in cucina. Preparare la pasta impone fatica e tempo, due elementi che oggi non sono ben visti nella società frizzante che ci circonda. Ricetta originale: 1 kg di farina, 8-10 uova, sale fino. Per la precisione, c’è chi preferisce definire solo il numero delle uova,poichè di farina se ne utilizzerà a seconda di vari fattori: grandezza delle uova stesse, grado di umidità, tipo di farina. La farina deve essere di solo grano tenero o mista? Dipende magari a cosa serve la pasta all’uovo, se per fare tagliatelle o per preparare i ravioli. SI impasta avendo rotto le uova all’interno: altra variante è quella dei soli tuorli, come succede in Piemonte, o tra i cuochi “moderni”. Si fa riposare almeno mezz’ora in frigo avvolta nella pellicola trasparente. Sitira a mano se si deve fare una pasta da condire, altrimenti è ammessa la macchina? A voi l’ardua sentenza!

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5 Commenti

  1. sempre interessanti i tuoi post.
    magari, se puoi, vorremmo che ci raccontassi piu’ cose sulla pasta.
    per esempio, a te, tutta questa pasta rigata piace?
    e le tagliatelle di grano duro?
    e le mille varieta’ di pasta che non si trovano piu’ o solo -e non capisco perche’- a prezzi fuori logica?
    e..?
    grazie.

  2. non sono del mestiere ma preferisco fare la pasta a casa. Ad esempio per le tagliatelle uso per 100 grammi di farina (80g 00 e 20 di grano duro, ma anche solo 00) un uovo grande, un pizzico di sale e un goccio d’olio extravergine. Certe volte la aromatizzo allo zafferano, oppure al rosmarino, all’erba cipollina, dipende dal sugo! la tiro poi con il mattarello e la taglio con il tinciante!
    Stessa dose per gl’agnolotti e le lasagne.
    Qualche suggerimento?
    Grazie. Ciao

  3. Ciao Leonardo 🙂
    Sono romagnola, e da piccola mi hanno messo al tagliere su un panchetto per imparare a tirare la sfoglia: un uovo (di quelli veri, di galline terrestri, e bello grande) per ogni etto di farina, che deve essere bianca, di grano tenero e non appena macinata.
    Niente altro, niente acqua, niente sale.
    L’impasto deve essere duro: mia nonna dice che la sua mamma le ha insegnato che ‘par stilé la spoja u t’ha da sudè é cul’… non traduco, si capisce 😉
    Nessun riposo per l’impasto o sarà ancora più duro da tirare: via di matterello e olio di gomito fino a che la sfoglia è sottile, ci si deve leggere attraverso.
    Poi, se devo far tagliatelle, un poco di riposo all’aria e il taglio del rotolo con la coltella quadrata.
    Ho la macchinetta: usata una sola volta, per un risultato viscido e inconsistente, ‘sguigno’, si dice da noi.
    Tanto, per fare tre uova di sfoglia ci si mette poco, e per un pranzo come si deve ne vale la pena.
    Complimenti per il blog 🙂

    Valentina