In tanti ci passano davanti senza quasi scorgerla, eppure esiste da più di 60 anni. Ed in tanti però la frequentano giornalmente, quale mensa quotidiana, dagli operai agli studenti, passando per impiegati, commercianti e politici. Entrare è fare un bel tuffo nel passato: sulla destra la prima sala, mentre a sinistra il banco del bar, poi si scendono le scale e si trova la sala più grande, che si affaccia alla cucina. Si mangia su tovagliette di carta, i tavoli non sono comuni, ma tanti avventori abituali preferiscono consumare il pasto insieme. Ogni giorno il menu cambia, dipende dalla cuoca, che vigila in cucina da sempre ed insieme alla famiglia gestisce la trattoria fin dalla sua apertura: buoni i crostini misti, semplici e gradevoli gli spaghetti con il pesto siciliano e poi è quasi di conforto l’arista al forno con patate arrosto croccanti. Troverete tanto vino alle pareti, bottiglie vecchie ed oramai andate per chissà quali percorsi del gusto: a tavola c’è solo lo sfuso della casa, 2 euro per mezzo litro ed è un prodotto civile. 15 euro per due portate con contorno, per un tuffo nel passato che si può fare però solo a pranzo!

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2 Commenti

  1. ho abitato per dieci anni in piazza libertà, ho portato per anni i bambini all’orticoltura, e non l’ho mai vista.
    ma dov’è?

    sono arrivata qui dal contest della rossa, ti seguirò, trarrò utili suggerimenti (come questo)