Mettetevi nei panni del disgraziato che è riuscito a fissare un appuntamento con la donzella da tempo desiderato. Tutto organizzato nei minimi dettagli: atmosfera ideale, luci soffuse, ostriche e champagne…champagne ma dove? Il ristorante è fuori città, la polizia è pronta a fare il test sull’abuso di alcol e quindi..acqua gassata! Come fa il tapino a sedurre l’adorata se ordina”Una Ferrarelle a temperatura ambiente” oppure “San Benedetto liscia”? Passi per l’emozione data da due bollicine messe in croce, una fetta di limone ma se poi l’acqua è semi tiepida come si fa ad alimentare la passione? Ora, è pur vero che ai maschietti l’abuso di alcol crea qualche piccolo problema inerente la geometria, ma più spesso è l’ansia da prestazione che porta a défaillance storiche. Una copia di amici rivelò che la serata andò alla grande, dopo aver pasteggiato a crostacei e champagne, solo dopo essersi confessati a vicenda: dovevano andare a fare pipì e questo bloccava ogni iniziativa! Che dire, torneremo alle alcove, dotate anche di un’ottima selezione di cibi e vini. Poveri ristoratori!

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3 Commenti

  1. Per questo tipo di serate ho un solo consiglio da dare ai masculi che intendono dimostrare la loro virilita’ alla loro donzella….PECORINO!!! Mangiate i pecorino che….INTOSTA!!

  2. Questa della cena acchiappafemmine è una disgraziata teoria del macio disorganizzato, che c’impone di fatto, di presentarci all’appuntamento con abbigliamenti scomodi e persino ostici al (vero) scopo (oppss) dell’appuntamento stesso.
    Quelli organizzati (invece) preparano (o si fann preparare) la cestina in stile yoghi, con leccornie della giusta golosità (vino compreso), da tirare fuori al momento giusto, il tutto nella penombra di una stanzetta dal panorama incerto!
    Perché noi donne, alla fin fine, rimaniamo delle pragmatiche sentimentali, al cioccolatino ci teniamo 😛