La quiete della domenica di luglio la conquistava, ancora di più in questo periodo, dove le persone si riversavano al mare in maniera spasmodica, quasi a dover recuperare il tempo perduto nel momento del lockdown. Lei non sopportava gli eccessi, l’odore di creme e sudore, ,unito a quello del cartoccio del fritto, con nuances di gelato e cocco fresco. Molto meglio andare in spiaggia di giorno feriale, fare qualche chilometro in più in auto e rifugiarsi tra dune e cespugli di macchia mediterranea: erano luoghi che la rilassavano, anche se quando andava con lui, erano capaci di farli trasformare in alcove all’aria aperta, felici di dedicarsi tempo ed amore con il vento che soffiava impetuoso ed un sole che non bruciava. Il mare era servito a farli ritrovare, a far riprendere la marcia che si era un po’ interrotta, causa qualche distrazione di troppo.

dolomitiQuella mattina stava camminando in mezzo a sentieri un po’ asciutti, non pioveva da troppo tempo, il periodo dei profumi di erbe aromatiche era trascorso, ora era l’aroma della terra e della pietra che si mostrava più nitido al naso. Si era svegliata un po’ tardi, rispetto agli ultimi tempi, complice una ritrovata tranquillità, non aveva indugiato troppo per la colazione, riuscendo comunque a mangiare due biscotti, bere un caffè, sgranocchiare due nocciole prima di mettersi in cammino. Si era trovata stanca poco prima di arrivare a casa, il tempo perfetto per non soffrire, in maniera eccessiva,  ma giungere alla doccia meritatamente indolenzita. Aveva lasciato il telefono e trovò due chiamate perse. Sulla prima un piccolo tuffo al cuore, un nome che ben conosceva e che temeva di rileggere: la tentazione era enorme, quello di richiamare e fissare di vedersi, ma comprendeva, quasi fisicamente con dolore, che il rischio era troppo grande. Le montagne russe le aveva già percorse , risalite emozionanti e discese agli inferi, era un gioco che non aveva più voglia di fare. L’altra era lui, che la informava di non fare il secondo che ci avrebbe pensato a farlo e trasportarlo. In realtà lei nemmeno ci pensava a cucinare, aveva preparato due bottiglie di vino , avrebbe affettato speck portato dalla sua adorata montagna, aperto un barattolo di giardiniera, spezzettato un po’ di formaggio. Il pane lo aveva messo a cuocere in forno e sarebbe stato pronto al momento giusto. champagne

Si spoglio in un attimo, per infilarsi sotto la doccia e il getto dell’acqua tiepida fu salutare: nessun brivido eccessivo, la voglia di farsi accarezzare in maniera delicata e continua. Decise di non vestirsi o, meglio, di mettersi un prendisole, incuriosita da come lui avrebbe reagito, abituato a vederla sempre truccata e mai sciatta, ma in effetti, guardandosi allo specchio, non era trasandata tutt’altro, si sentiva ricca di energia. Controllò che la bottiglia di champagne fosse nel settore giusto del frigo e tirò fuori l’orange che stava diventando forse un po’ troppo freddo.Sarebbe stato un su e giù nel secchiello del ghiaccio, lui lo preferiva freddo, lei quasi a temperatura ambiente, lo champagne non faceva testo, sarebbe finito prima di iniziare a mangiare. Sentì il rumore della macchina, si affacciò mentre scendeva con una pentola, un’altra bottiglia di vino ed un sorriso estasiato che la osservava. Lei chiese urlando: “Cosa hai portato? ” “Cotechino e lenticchie!”. Sorrise mestamente sapendo che era proprio vero: ma si riprese subito, pensando che in fondo l’estate era il periodo giusto per fare gesti estremi!

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