E che faccio il giorno del mio complenno, festeggio a caviale e champagne? O meglio ostriche e muscadet? Magari anche una bella tartara di manzo e un pinot nero? Che ne so, mi fa strano che per il secondo anno di seguito sarò in Piemonte, dodici mesi fa per fare il mio spettacolo a Novi Ligure per una manifestazione vinicola, quest’ano per assaggiare Barolo e Co con due amici, sempre toscani. Strano il mondo e strana la vita, uno che è cresciuto a sangiovese e bistecca e che nei momenti topici va a cercare emozioni altrove. In realtà sono tante, troppe le cose da fare e quindi conviene misurarsi, gastronomicamente parlando, questo è il palcoscenico non a caso, su piatti della sana tradizione: mi ricordo, sì mi ricordo, della cioncia che ho mangiato pochi giorni fa al Caminetto del Chianti, comune di Greve: come era collosa, rotonda, grassa, assolutamente “politically uncorrect”, come si compete a chi mette la pancia davanti a tutto. Piatto che tocca le viscere e il cervello, che sazia e soddisfa, che smuove e non lascia indifferenti. Da amanti vogliosi che se la gustano a letto, da vecchi in vena di ricordi, da giovani in cerca di nuove sensazioni..le labbra unte, la lingua che le bagna vogliosa…lo champagne DEVE accompagnare il tutto!

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