Talvolta realizzare i sogni che uno ha  fin da bambino rende indubbiamente felici. Che dovessi fare il critico era segnato, se pensavo ai ristoranti fin da allora, sempre con l’idea di trovarne uno in mezzo al bosco, isolato dal mondo. Non siamo lontani da Firenze, ma dal centro città ci vorrà almeno un ora e un quarto, un’ora e mezzo, insomma, potreste andare a Bologna comodamente. Superata la Rufina, un bivio porta verso Colognole e dall’inizio dovrete percorrere almeno dieci chilometri. La strada è asfaltata per la prima parte, dopo inizia il Camel Trophy e, se piove, il consiglio è di aspettare il tempo migliore;  se nevica, senza un SUV non ci arrivate proprio. In una giornata di sole autunnale, godrete di un paesaggio splendido, che vi indurrà a fermarvi spesso. Arrivati alla meta, troverete accanto alla casa rimessa a locanda e trattoria, anche un lago dove viene praticata la pesca sportiva, e non mancano i cacciatori, che arrivano pure da altre regioni per fare le battute di caccia. Altri avventori possono essere i boscaioli che operano in zona. In estate però la magia cambia, ci saranno centinaia di persone che vengono a godere del fresco, quindi fateci un salto in questo periodo. La cucina è semplicissima, affettati(ottimo il prosciutto crudo), crostini di funghi(buoni, pomodoro e formaggio), e poi tortelli di patate con sugo di cinghiale, pollo fritto con patate fritte(peccato l’olio “stanco” che colora troppo la carnee le patate!). Carta dei vini non esiste, ma beccato per puro caso un vermentino di Mantellassi del 2004 in ottima forma. Tre portate sui 20-25 euro, senza bistecca. Volendo, ci sono anche della camere se la sera non volete rientrare.

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Un commento

  1. A proposito di buone tavole in campagna vorrei segnalartene una poco conosciuta, ma molto valida.
    Si tratta di una vecchia cascina, si chiama infatti
    “Il contadino”, in località Piantravigne (comune di Terranuova Bracciolini). Il posto é molto “nature” con una splendida vista sul paesello e sulle vicine Balze
    http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/13229128.jpg
    Il menù, che in pratica non esiste se non su appuntamento, é quanto di più vicino si possa trovare ai famosi “pranzi della battitura” di contadina memoria.
    Antipasti di salumi e sottolii fatti in casa, memorabili.
    Un riso su ragù di anatra muta semplicemente fantastico, oppure penne al sugo di coniglio.
    Come secondi si può trovare del vero pollo allevato sul posto, arrosto insaporito al limone, oppure fritto insieme a coniglio. Le grgliate di salsicce e maiale, i fegatelli sono un classico ma di livello superiore.
    Il dessert non va oltre ai cantuccini di Prato, ma con un vinsanto di caratello degno della Messa in Duomo.
    I prezzi sono decisamente abbordabili.
    In estate si pranza in una terrazza coperta ben ventilata e c’é anche una graziosa piscina.
    E’ gestito da un simpatico signore anziano, che cucina, e da suo figlio che serve ai tavoli.
    Non vi scandalizzate per qualche “espressione colorita” e qualche bonario moccolo.