Novità a Firenze in campo gastronomico ce ne sono sempre, di questi tempi ancora di più: la nuova stella de la Bottega del Buon Caffè si trasferisce sui lungarni,esattamente in Lungarno Benvenuto Cellini 69/r,  nei locali che ospitarono La Torre 69 Bistrot, del quale hanno unicamente seguito la traccia di separare il wine bar dal ristorante, ma l’interno è stato radicalmente cambiato. Il progetto prende il nome di “BorgoSantoPietro in the city ” e i coniugi danesi Claus e Jeanette Thottrup , proprietari del relais di Chiusdino(SI), ne hanno fatto il loro avamposto cittadino. Il lavoro di restauro è stato fatto veramente bene, recuperati i mattoni, legno alle pareti all’ingresso a dare calore, lampadari non ingombranti, sedute comode, peccato che i tavoli siano incredibilmente ravvicinati: scordiamoci la privacy ed anche il lavoro dei camerieri diventa difficile senza spazio fisico dove districarsi. Il menu resta ancorato a quello proposto nella precedente IMG_0533 IMG_0540 IMG_0544 IMG_0547sede, con due proposte di degustazione di 6 ed 8 portate, rispettivamente ad 80 e 95 euro. Apparecchiatura che segue lo stile odierno, quindi piatti in ardesia e  tovaglia stretta. L’appetizer è un classico de La Bottega: i finti pomodori preparati con l’anatra. Buona la partenza con il foie gras in tre preparazioni, servito in porzioni minime anche alla carta, gustoso ben assortito; delicate le code di scampi con punte di zucchine alla menta e salsa d’arancio. I ravioli ripieni di burrata con ricciola scottata sono saporiti e ben equilibrati, perfetto il maialino cotto a bassa temperatura e arrostito. Si termina con un una versione classica ben eseguita del cheese cake della casa. carta dei vini in via di costruzione, ci si aspetta grandi cose riguardo a varietà ma soprattutto profondità di annate, al momento però è da mettere a punto, con qualche errore di ortografia. Servizio gentile ma ancora molto da registrare, qualche attesa di troppo, qualche sbaglio nella sequenza delle portate ai tavoli, il pane portato solo su espressa richiesta con il secondo iniziato. Magari un po’ di rodaggio prima dell’apertura sarebbe stato utile per tutto lo staff, le premesse però ci sono tutte per fare un grande locale

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