Ok , ha una stella Michelin. D’accordo, è stato fondato nel XIX secolo. Siamo a Brooklyn, vicinissimi a Manhattan, location imperdibile da fuori…ma nn ci andate. E’ inutile staccarsi dal centro cittadino per una bistecca che non sarà mai indimenticabile. Eppure l’ho mangiata con Sergio Capaldo, il responsabile di Eataly per le carni oltre alla solita famigerata coppia Falai.Frassica

L’aspettativa e la fame erano tante, ci siamo arrivati alle 14 ed abbiamo mangiato alle 1430 almeno, senza nessun antipasto o alcunchè che potesse rovinare l’appetito. L’ambiente è iperdatato, sarà anche pulito, ma l’idea è sempre quella di qualcosa di non a posto. Burro e pane sono messi a tavola subito, guardiamo la carta dei vini ma è veramente triste buttare i soldi così..nella bistecca da tre ci mangiamo tranquillamente in quattro, un birrozzo fatto direttamente a New York sostituisce il vino. Rimango stupito nel vedere, negli altri tavoli, come contorno, fettone giganti di pomodoro, alternate ad altre, altrettanto immense di cipolla bianca ma..sino a che la mangiano. Cosa non va nella bistecca? Il grasso. Quello proprio, abbondante e non proprio gradevole, marezzatura interna oltre  alla presenza esterna, e poi il grasso con il quale viene unta la carne, che non è certo olio extravergine di oliva. Patate fritte come contorno buone ma insapori; gli spinaci saltati, sempre come guarnizione, sono un inno al colesterolo..Insomma, se siete amanti degli ambienti vetusti veniteci, altrimenti..

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4 Commenti

  1. Certo che però anche te…non potevi andare in uno steakhouse più moderno? Una volta fondato un ristorante…fosee anche nel Settecento, ogni brand americano fa lavorare poi operai messicani magari illegali (non chiamiamoli cuochi) poco inclini ad un’educazione culinaria degna di questa nome. E’ chiaro che l’approssimazione la fa da padrona.

  2. ci sono stato un paio di anni fa, da mangiare come dici tu, e purtroppo la delusione è spesso dietro l’angolo quando si va per ristoranti a NY. Quello che pero’ mi ha piu’ divertito è l’atteggiamento molto “dry” dei camerieri, molto tipico di certi locali popolari newyorkesi. E’ piu’ una meta turistica che altro.

  3. @ emanuele c.
    il nesso logico tra ristorante vecchio e mangiar male
    a causa degli immigrati messicani illegali è un triplo salto carpiato con tonfo finale.. si può mangiare bene e male in locali vecchi e nuovi, blasonati e non.. e gli immigrati illegali possono lavorare ovunque…

  4. @Ligabue…macché tonfo finale… volevo dire che i brand delle grandi catene, ordinario statunitense, si siedono sugli allori. I ricchi mangiano bene, i meno educati…non gliene importa niente del cibo. In Italia anche un contadino sa che cosa mangia. Dai, non ci nascondiamo dietro a un dito…snob. L’Italia vive la sua felice passione culinaria grazie alla sua ruralità DIFFUSA. Gli Stati Uniti invece grazie ai rari cuochi blasonati.