Bel termine corroborante…quante volte lo sentite utilizzare? Una delle mie missioni impossibili è stata quella, per anni, di convincere i miei alunni a capire il significato di parole che mettevo a bella posta nei miei discorsi in classe, affinché potessero andare su un vocabolario, online o cartaceo, per caprine appieno il senso. Sul corroborante vi invito dunque ad andare a capire cosa intendo, però vi fornisco una ricetta che vi può rendere l’idea. Un brodo ottenuto con scarti, senza colpo ferire , ricco di sensazioni gustative che ritemprano. Bevuto nel corso di una cena, è meglio di un sorbetto, soprattutto per staccare tra primi e secondi. Una lunga cottura di bucce, gambi, elementi spesso dimenticati e poi, crosta di parmigiano, sale..a me sta bene anche un filetto di acciuga. Insomma, il gusto Umami fatto liquido, e diciamolo! provatelo, bevetelo e godetelo. Senza preclusione di sorta. L’ho scoperto da un giovane.. Giulio, che promette bene e andrà avanti a lungo.

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