La Coldiretti annuncia festosa che quest’anno l’Italia supererà la Francia per la produzione di vino, diventando forse, il primo produttore di mondiale, e c’è chi plaude a questa notizia: forse bisognerebbe resettare l’orologio, rimasto fermo a venti anni fa, quando produrre più vino poteva diventare un’ottima occasione di guadagno ma oggi saranno i cugini francesi a gioire. Il vino è ancora in cantina spiace ammetterlo ma è così, la vendemmia che sta per arrivare mette in crisi molti vignaioli che hanno ancora i tini pieni e non sanno come fare per mettere la nuova uva che sarà raccolta a breve. Il prezzo del Chianti Classico sfuso non è mai stato così basso, superato anche dai prezzi di altre denominazioni, stabili da anni ma perlomeno, in questi tempi di crisi, ancora allettanti. E bisogna essere contenti di produrre di più? Si beve meno, a causa di una serie di motivi variegati, dalle leggi sulla guida, ad una minore capacità di spesa ma il vero problema rimane il pagamento: nessuno paga più in Italia e vendere diventa una variabile perversa. Fare del buon vino sembra quasi inutile, tanto si compra solo quello che costa poco..vediamo il futuro prossimo per una vendemmia che sarà, manco a dirlo…eccezionale!!!

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4 Commenti

  1. ma i produttori italiani perché non spingono per lanciare il vino in grande stile sul mercato cinese?
    si tratta di un mercato immenso, in grado di assorbire qualsiasi quantità di prodotto..

  2. Finalmente qualcuno apre le porte alla riflessione andando controcorrente, e.. si perchè malgrado tutto dai francesi abbiamo imparato molto poco, specialmente per quanto riguarda il marketing.
    Loro !! lo sanno applicare da 500 anni e sino ad oggi hanno avuto ragione, anche, perchè hanno sempre puntato sulla qualità come norma di vita.
    Qui purtroppo,si parla troppo di quantità e di prezzi bassi, spesso elogiati da grandi esperti del settore. Ma mi chiedo come si può vendere una bottilgia di vino al prezzo di una di acqua minerale?