Se la riforma Gelmini sarà approvata( e sembra ormai di sì, visto che la ministra la definisce “epocale”), potremmo mettere la parola fine alla scuola alberghiera così come l’abbiamo concepita fino ad oggi. Drasticamente rivisto il ruolo dell’ITP, l’insegnate tecnico pratico, di cucina, sala o segreteria, che insegnava la parte pratica della materia agli allievi. Nei primi due anni le materie pratiche subiscono una brusca diminuzione, negli ultimi 3 si accorpano le materie di sala e cucina e si affidano agli esterni, e cioè Regioni, agenzie formative ed altri enti, l’organizzazione delle materie pratiche. Il fine è evidente: togliersi un bel po’ di precari, da immettere in ruolo e dare spazio al privato, un evento che ci si poteva aspettare facilmente da questo Governo. Le storture degli istituti alberghieri sono state denunciate spesso e volentieri nel corso degli ultimi anni, troppi ragazzi demotivati frequentano queste scuole, indubbiamente onerose per i conti dello Stato, ma non era questa, a mio avviso, la soluzione ideale. Credo molto di più in una forte riqualificazione degli insegnanti che, ben motivati e stimolati, possono avere un rapporto più diretto con gli alunni, magari attraverso incentivi. Sicuramente così non si poteva andare avanti, ma la strada percorsa poteva essere un’altra!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

6 Commenti

  1. La cosa triste (per non usare termini peggiori) è che tutta la scuola sta andando a rotoli -, dalla geografia alle lingue, al sostegno, ai gessetti, all’anno di apprendistato in azienda che di fatto riduce la scolarizzazione di un anno: tagli, risparmi, perdita di qualità, di forza, di speranza, largo ai privati, tanto…
    Non se ne parla abbastanza, forse? Avevo provato a diffondere nei mesi scorsi un appello sulla specializzazione in enotecnica: posso riproporlo?
    http://blog.cibvs.com/2009/10/30/salviamo-il-diploma-di-enotecnico/

  2. Sarà vero, ma ci sono anche dei gran sprechi. Dove va a scuola mio figlio, ci saranno 6/7 bidelli che si arrabattano a fumare fuori dei corridoi e come i ragazzini escono arriva la ditta delle pulizie. Mi sembra che uscendo da quella scuola i bidelli non avranno la schiena spezzata dalla fatica e riassettare le aule non sia poi così una gran bruttura. Ma chi li obbligherà a lavorare 8 ore come tutti gli altri sfigati? Magari questa è solo poca cosa ma intanto facciamo questa.

  3. Parto dal presupposto che sono 28 anni che insegno e conosco bene la stortura del sistema. Il problema bidelli è legato a tutte le scuole italiane, è una figura nata quando in Italia vigeva il concetto di stato assistenzialista, del tutto inutile considerata la società attuale: il bello è che la riforma Gelmini bada bene a non toccare queste figure(sic!) come non toccherà gli insegnanti di religione, che vagano nelle scuole e che sono stati gli unici, in questi tempi grami, a godere di un aumento di stipendio. Il problema che sollevo è che la scuola alberghiera arriva al capolinea e la formazione professionale viene demandata alle agenzie formative. Risulta evidente che ci saranno , sempre di più, alunni di serie A e quelli di serie B: nella mia idea la scuolaalberghiera doveva diventare un lieco alberghiero, con gli alunni a studiare bene tutte le materie, con una parte pratica ben fatta che garantisse, ad esempio, l’apertura all’esterno di ogni struttura, a livello di ristorante e bar.

  4. Anch’io immaginavo una ristrutturazione risistemazione del comparto eno-gastro-turistico in senso lato, che migliorasse la qualità sia di studenti che di insegnanti e così via (qualità nel senso di condizioni di lavoro, attenzione agli sbocchi professionali, al territorio, e qui sì percorsi formativi in azienda – al di là di una eventuale liceizzazione, che peraltro, vista la tanto sbandierata vocazione turistico culturale del Paese, non sarebbe stata male), anche se, visto l’andazzo del governo in tutti i campi, non mi facevo illusioni (tante parole, tanto facile populismo, tanta facciata, tanto solleticare gli istinti più bassi, e niente di fattivo, di decisivo, di importante…)
    che tristezza

  5. Il problema e’ che poi le agenzie formative non formeranno, gli studenti saranno senmpre meno pratici e usciranno da una scuola totalmente inutile, con la probabile proliferazione di strutture private parallele, e tutto sarà maledettamente più inutile….
    mah……