A qualcuno fa ricordare i mitici tempi di Doney, un ristorante che a Firenze ha fatto epoca, in via Tornabuoni, dove ci si recava dopo aver preso l’aperitivo da Procacci. Siamo in Palazzo Buondelmonti, nella piazza di fronte alla chiesa di Santa Trinità: dove prima c’era una gioielleria, ecco un locale posto su due livelli;  a piano terra un caffè american bar per colazioni, pranzi veloci ed aperitivi mentre al primo piano una sorta di salotto da venti coperti, con le finestre che danno sulla facciata della chiesa. Il menu è “in progress”, piccola carta che si sta consolidando. Buona la partenza con baccalà con ceci e salvia fritta, gradevole il fegato grasso d’anatra con cipolla di Certaldo, solo un po’ troppo morbido. Come primo, piacevoli i pici con ragù di cinta senese e funghi, curiosa la variazione di carne tra tagliata, peposo e tartare. Carta dei vini non immensa ma con etichette adeguate, servizio caldo, non formale. Una sorta di salotto buono dove trascorrere qualche ora.

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