E’ una delle leggende più dure a morire, malgrado siano passate decine di anni dalla sua comparsa ancora adesso è sempre attuale: a chi non è capitato di avere l’amico che afferma, serio ,di avere trovato il modo di preservare la conservazione dell’anidride carbonica in uno champagne aperto, infilando un cucchiaino nel collo della bottiglia? Anzi, senza nemmeno dare troppe spiegazioni, in molti lo fanno senza chiedersi il perché. E’ invece dimostrato che non serve veramente a niente.

cucchiaini Nei favolosi anni Ottanta era quasi un dovere, per i bar à la page, dimostrare la loro capacità di essere al passo con i tempi attraverso questa semplice operazione, e già allora esistevano i tappi a pressione, che hanno una logica per riuscire a tenere il prodotto serbevole almeno per qualche ora.

E poi, mi chiedo, a parte i bar, dove i clienti da servire sono molti da gusti differenti , ma come fa a rimanere dello champagne in una bottiglia? Basta essere in due per terminarla ma talvolta anche da soli!

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2 Commenti

  1. Ciao Leonardo.
    Non so se questo è il posto giusto dove scriverti.
    A me viene in mente un gesto assolutamente irrazionale, che ho appreso dalle donne dei pescatori elbani. Mettere un tappo di sughero nell’acqua dove bolle il polpo, per farlo venire morbido. Una volta che l’ho dimenticato….è venuto duro!!
    Conclusione: son convinto che non serve a niente, ma ce lometto lo stesso!!!
    Un caro saluto