Al Castello di Meleto si è svolta una interessante conferenza tenuta da Stefano Lorenzi arboricoltore e Luca Mamprin dottore forestale, insieme redattori di un interessante studio presentato alla Conferenza Mondiale di Arboricoltura di Malmö, con l’introduzione dell’agronomo Ruggero Mazzilli, fondatore della stazione sperimentale per la viticoltura.

Meleto convegnoL’intento è stato quello di spiegare ed approfondire quanto la biodiversità abbia un valore complessivo vitale, sia in contesti di campagna sia nelle città, come aiuto reciproco per la sopravvivenza degli organismi viventi.

Il focus della presentazione è stato quello di sottolineare quanto questo sia particolarmente vero nei territori vitivinicoli, integrando in modo benefico coltivazioni eccessivamente monocolturali.

Meleto convegnoEsistono casi dimostrati, spiegano i relatori, in cui si è visto che la presenza degli alberi, cespugli e fioriture nei vigneti ed intorno ad essi, a differenza di quanto generalmente pensato, ha portato vantaggi per lo sviluppo benefico della vite e quindi dell’uva, che riassume nel suo risultato finale di resa e sapore, tutto ciò che è presente intorno a lei.

L’agroforestazione in generale va implementata ed intesa come strumento utile a produrre meglio anche in periodi climatici difficili che oggigiorno ci si trova sempre più spesso a dover affrontare.

Il concetto fondamentale è che la natura è un grande condominio, dove gli inquilini convivono in pace, ma alcuni vanno più d’accordo di altri: il bosco e il vigneto si fanno del bene reciproco, perché insieme creano un ecosistema ricco e sfaccettato, dove la vigna rappresenta solo un dieci per cento del sistema intorno ad essa.

Meleto convegnoGli alberi portano dei benefici fondamentali all’ambiente: hanno la funzione di termoregolatori, intercettano le acque meteoriche, creano interazioni con il terreno, stimolano la creazione della biodiversità, il che, traslato nelle aree vitivinicole, rappresentano un riparo dai venti, dalle gelate tardive, dalle eccessive maturazioni e dalla grandine.

Con gli alberi arrivano anche gli uccelli che non mangiano solo l’uva ma la liberano da milioni di insetti rappresentando un insetticida naturale (una cinciallegra, durante il periodo produttivo da aprile a luglio riesce a mangiare due etti di insetti!)  mentre le vespe ed i calabroni, se hanno a disposizione un ambiente boschivo, depositano sulla buccia dell’uva lieviti benefici per la fermentazione.

Meleto convegnoImportante sottolineare che per i vigneti già esistenti si dovrà adottare un metodo di impianti boschivi limitrofi, mentre per i vigneti di nuovo impianto sarà tutto molto più semplice, sempre comunque nel rispetto del disciplinare specifico.

Piantare alberi deve essere per l’uomo una responsabilità sociale, mentre, nel caso specifico, essendo i vigneti dei sistemi viventi, è fondamentale importare le scienze naturali nel mondo della viticoltura così da poterne comprendere le potenzialità e sfruttare l’utilità della biodiversità nei vigneti.

La natura ha tutto in sé, lasciarla agire e rispettarla rappresenterebbe un aiuto alla sopravvivenza dell’universo e di noi piccoli uomini.

 

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