…..ma primo per specificità territoriale e criteri di selezione: al via il progetto Pievi che prevede la nascita di una nuova tipologia del vino di Montepulciano

MontepulcianoChe il legame con il territorio sia uno degli elementi imprescindibili per misurare la qualità di un vino è quasi un assioma inconfutabile. Se poi si aggiungono altri requisiti selettivi, allora la probabilità di lavorare a un’eccellenza aumentano verticalmente. Partendo da questi presupposti e dalla considerazione che il Nobile di Montepulciano merita senz’altro una maggiore valorizzazione, dopo oltre un anno di lavoro e di studio è giunta a compimento la prima fase delle Pievi, che sono un elemento identitario del territorio: le 12 Uga traggono origine dalle antiche Pievi che caratterizzarono il distretto poliziano fin dall’epoca tardo romana e longobarda, e segnano quindi la continuità della produzione vitivinicola sia da un punto di vista storico sia paesaggistico.

Montepulciano La geologia di Montepulciano è caratterizzata prevalentemente da sedimenti riconducibili a quando quasi tutta l’area era sotto il livello del mare. Le 12 unità geografiche aggiuntive sono il compendio dello studio di tutte le principali caratteristiche climatologiche, morfologiche e geologiche che caratterizzano il Comune. Il progetto, articolato in 12 unità geografiche aggiuntive (Cervognano, Cerliana, Caggiole, Sant’Albino, Valiano, Ascianello, San Biagio, Le Grazie, Gracciano, Badia, Argiano, Valardegna) è stato approvato dall’assemblea dei soci del Consorzio; e vista la possibilità di rendere retroattivo il disciplinare alla vendemmia 2020 e considerati i tempi di affinamento che sono di 36 mesi, la messa in commercio della prima annata dovrebbe essere disponibile per il 2024.

Montepulciano È questo il punto di arrivo di un percorso di studio e ricerca che attraverso rese basse, tracciabilità, studio del territorio e controlli di due Commissioni di assaggio punta a far crescere il valore della denominazione. Una terza tipologia di Nobile di Montepulciano quindi, distinta nel nome (sarà infatti riportato il nome del territorio di produzione) e nata dall’esigenza di dare vita a un sangiovese di alta gamma in grado di competere con le migliori espressioni di questa varietà in Toscana.

Montepulciano È questo il risultato di scelte impegnative, quali la diminuzione rese, l’attenzione al sangiovese e l’esclusione dei vitigni internazionali, l’affinamento più volto alla bottiglia che alla botte, l’età dei vigneti, la  tracciabilità e la sostenibilità. Tutti elementi che assecondano un bisogno di rinnovamento necessario per svecchiare una denominazione che ha storia e tradizione, ha sempre prodotto un ottimo sangiovese ma ha bisogno di incrementare sia il valore del vino sia del territorio.
MontepulcianoPievi sarà così un vino che avrà come caratteristiche il territorio, con l’uvaggio legato al sangiovese e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare, con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice. Una commissione interna al Consorzio composta da enologi e tecnici avrà il compito di valutare, prima dei passaggi previsti dalla normativa, che le caratteristiche corrispondano al disciplinare stesso.

 

Attività realizzata con il contributo del MASAF, ai sensi del decreto direttoriale n. 553922 del 28 ottobre 2022
(cfr. par. 3.3 dell’allegato D al d.d. 302355 del 7 luglio 2022)

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