Il nome deriva dalla via nella quale si trova, via Romana, quella che percorrevano i pellegrini alla ricerca del Santo Graal: magari all’inizio incute timore, ma basta passarci davanti per capire che, per Firenze, rappresenta una piacevole novità. Dove prima si trovava un negozio di ferro battuto, c’è ora un locale arredato bene, con tutti i mattoni a vista, una sala d’entrata con bancone, dove è anche possibile mangiare, ed una più interna, superata la cucina,che si affaccia sulla corte. Nel mezzo, un salotto con la vetrina della cantina del giorno in bella vista: insomma, un’attenzione ai particolari rara in questa città. Il menu è in fase di sviluppo, attenzione particolare al pesce, scelta di affettati, frutti di mare, tartare di carne, sottoli e poi il cucinato. Carta fortunatamente non immensa, ben impostata, ma evidentemente da completare. Si parte con dei porcini fritti offerti, di ottima fattura, asciutti e saporiti. La zuppetta di mare è da calibrare nei sapori, un po’ troppo decisi, ma ben eseguita. Le cappesante avvolte con pancetta, servite con bietole e pinoli tostati sono piacevoli, solo che scompare il gusto dei molluschi. Gradevoli gli spaghetti alla chitarra al nero di seppia con frutti di mare e pomodori, un classico il tonno servito con crosta di capperi e marmellata di cipolle, inutile però  il pan brioche che lo accompagna. Carta dei dolci ristretta ma che può crescere, interessante quella dei vini, non enciclopedica, ma con etichette curiose e non usuali. Servizio cortese ed attento, da registrare nei tempi. Tre portate escluso vini, sui 50 euro, chiuso il lunedì, aperto anche a pranzo con menu ristretto. Un bell’inizio!

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