Lo so, per essere “à la page”, ovvero “very fashion” e politically correct oggi ci vorrebbe un bell’articolo sul pranzo di Pasqua vegano, ma ho già dato da questa parte e quindi oggi penso di più ad un pranzo di stile classico che preveda l’agnello. Pur sapendo di attirarmi le ire di coloro che dipingono come novelli Erodi coloro che consumano questi ovini rimane il fatto che per i buongustai si sta parlando di una carne di notevole pregio, pur nelle differenze del prodotto. Infatti, i pré salé francesi e quelli neozelandesi sono animali dalla carne più saporita, da cucinare in maniera diversa, visto che la cottura rosa viene ottimamente tollerata  grazie ad un sapore più definito mentre gli agnelli nostrani hanno bisogno di essere cotti più a lungo, altrimenti il sapore sarebbe indubbiamente peggiore.  Per Pasqua la tradizione vuole cotture semplici e usuali come il cosciotto preparato in forno ed accompagnato dai piselli oppure le costolette  “scottadito” ovvero alla griglia o ancora,  impanate e fritte, magari dopo averle panate nelle nocciole tritate insieme al pangrattato!. In realtà ci sono molti altri modi di gustare un prodotto che ha un potenziale notevole: qualche chef ha fatto una vera e propria “variazione di agnello” proponendolo in 5 o 6 metodi di preparazione diversi ma anche rimanendo in casa si potrebbe stupire gli ospiti con un inizio forte, come la tartare di agnello condita con erbe aromatiche .Ardita interpretazione ma di notevole risultato.  La spalla potrebbe essere il principale ingrediente di un ragù bianco, preparato cioè senza pomodoro per condire pasta fresca come pappardelle preparate senza uovo, per esaltare maggiormente l’aroma delle carni. L’uovo può essere unito nel caso si volesse preparare della fricassea, quando cioè le parti meno nobili dell’agnello possono essere stufate con la cipolla e terminate di cuocere con un composto di uovo, limone e basilico. Infine, l’agnello arrosto , che rimane un must, quasi sempre rimane avanzato: tagliato a piccoli pezzi, condito con erbe aromatiche e spezie, può diventare un valido ripieno per il panino del giorno di Pasquetta! Credits marcopolo.tv

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Un commento

  1. Mappercairitaddiddio… Vivaddio Leo, alla faccia dei fiumi di menate e degli insulsi politically correct… e dei buonismi modaioli e stucchevoli… Agnello ha da essere e agnello sia… e di Normandia meglio ancora… (ma i neozelandesi non erano di qualità un tantino inferiore???)
    Ma io dico: gli umani fanno tanto puzzo solo perché hanno la bocca… ma in natura i leoni mangiano le gazzelle, i lupi sbranano gli agnellini poerini e i cerbiattini bambi poerini poerini… gli squali mangiano i pesci piccoli…
    e noi? noi si deve scassare i cabasisi per gli occhioni dell’agnellino…
    ma fatela finita!!!!!!!
    grazie, scusa l’intrusione