A ben guardare le tavole imbandite per il pranzo di Ferragosto, viene da chiedersi se ci troviamo in estate o inverno: maiale come se piovesse, grigliate a go go, dolci cremosi e pannosi, ci manca solo una bella carbonara e poi il fegato alza bandiera bianca. Rispetto alle festività invernali, il pranzo del 15 agosto ha valenza diversa: si celebra con occasionali compagni se si è in vacanza, si passa con gli amici per disperazione se si è costretti in città. Chi ha la possibilità, se ne va in campagna per dar modo agli ometti di mettere in pratica la loro abilità di fochisti, pratica imparata agli scout e che torna sempre utile con il passare degli anni. Che mangiare? Volendo rimanere attinenti alla stagione,converrebbe rimanere sul freddo, anche tiepido: minestrone di verdure senza pasta, gazpacho, niente riso o pasta fredda per carità. Di secondo, i nostalgici tirerebbero fuori volentieri vitello tonnato ed insalata russa, ma la maionese diventa un ingrediente eccessivo: meglio noce di manzo marinata alle erbe aromatiche, pesce al sale o anche grigliato, certo… ma l’ideale, a mio avviso, sarebbe un piatto unico comunitario: brodetto di pesce, paella, curry di pollo, cous cous di verdure, un solo fuoco dal quale attingere a intervalli regolari. Come dolce la macedonia no, soprattutto quella sciroppata, meglio esibirsi con un bel melone al Porto, con anguria grigliata, con quello che vi pare, ma l’ammassi frutta no! Da bere? Diamo una possibilità ai vini rosati, potrebbe essere il loro giorno…oggi ovviamente io brindo ad acqua! Credits zeiltgeistfilms.com

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *