Passano due anni e sembra ieri, da quando è stato fatto il Pranzo dei Santi in occasione della Biennale Enogastronomica Fiorentina, non è San Martino, che cade oggi, ma il senso è esattamente quello, cioè ricordarsi del gesto della donazione del mantello : la mensa della Caritas è lì, tutti i giorni, a dare da mangiare a centinaia di persone, dicesi centinaia. Sono stati 180 ieri, al Pranzo : la mensa di S.Francesco Poverino è in Piazza SS.Annunziata, zona centralissima, aperta tutti i giorni per pranzo dal lunedì al sabato, chi si siede lo fa alle 1130 e alle 1230, per mangiare, o meglio per SFAMARSI,  quello che è possibile cucinare, grazie a chi contribuisce allo scopo: scopri che alla fine i benefattori ci sono, senza tanti clamori, ed oggi che è sempre più difficile reperire fondi per opere di carità, c’è chi regala il cibo per i più bisognosi. E’ una varia umanità quella che si siede ai tavoli: me lo raccontano gli operatori, quelli che sono in cucina tutti i giorni, che si confrontano da anni con queste storie di emarginazione, e i volontari, che si alternano a servire in sala, ma poi basta affacciarsi in sala per capire come ci siano tanti pensionati ,donne dal portamento signorile, con qualche gioiello di famiglia al quale si attaccano per ricordare il tempo che fu, che dialogano con il peruviano che siede accanto, insieme al senegalese.Qui si tocca con mano quanto sia importante non sprecare il cibo: scordiamoci le porzioni da ristorante, me lo dice chi lavora tutti i giorni, “Butta più riso, questi devono riempirsi lo stomaco” chi si siede HA FAME e per molti sarà l’unico pasto del giorno,  ed in cucina non rimane praticamente niente di avanzato. Nel rispetto d1462854_986773998016513_2677496648364435986_ni tutti c’è bisogno di elaborare un menu che venga incontro alle varie esigenze: sformato di ricotta con salsa di pomodoro, risotto con carciofi e pecorino, bocconcini di pollo ai funghi con patate gratinate. E poi il gelato dei gelatai fiorentini. E’ stato un giorno, ma qui si prosegue tutti i giorni, anche a Natale, anche a Capodanno, per tutte le feste comandate. Meglio pensarci a fondi, prima di buttare le cose, meglio fare una pappa, una panzanella, del pangrattato, prima di buttare quel tozzo di pane. Ed oggi ricominciano..Foto : Anna Zucconi

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2 Commenti

  1. Grazie Leonardo! Questo è il vero senso del “semplice” servizio che viene offerto dalle mense della Caritas tutti i giorni: offrire un pasto al giorno a tante persone che in questo periodo della loro vita non si possono permettere (a Firenze!) nemmeno questo. Per i più giovani “questo periodo” si spera che sia passeggero, per chi ha già compiuto 50 anni, come per le persone più anziane (e ce ne sono tante, sempre di più), “questo periodo” è spesso molto lungo. Trovare un lavoro che ti permetta di essere indipendente o essere autosufficiente economicamente quando hai una misera pensione … è praticamente impossibile. San Martino ci ricorda che tutti possiamo dare del “nostro” per aiutare il prossimo: lui dà la metà del suo mantello. I volontari – come te – sono testimoni oggi del fatto che questa generosità è sempre possibile. Basta avere un cuore che sa guardare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni, basta ascoltare davvero le loro storie, basta capire che nessuno di noi può dire di essere diverso dai nostri ospiti. Nessuno di loro è nato abituato a chiedere: è avvenuto qualcosa nella loro vita che li costringe oggi ad affidarsi agli altri per poter andare avanti. Noi – la Caritas – insieme e grazie a tante persone di buona volontà, ci siamo.

  2. E’ stata una bellissima esperienza, al limite della commozione. Per fortuna c’è ancora chi ragiona col cuore aiutando queste persone, nei loro volti leggevo tanta preoccupazione ma nonostante ciò sono rimasto colpito dai modi cortesi e pacati nel chiedere di servire un’aggiunta nei piatti. Grazie Caritas Firenze, grazie Leonardo Romanelli e staff di BEF2014!