Come dice bene Roberto D’Agostino, il sedersi a tavola, soprattutto a Roma, può significare molte cose, non per forza il dover mangiare. La cena della scorsa settimana dove si sono “attovagliati”, per usare un termine caro a Dagospia, Draghi, cardinale Bertone, Casini, Berlusconi , Letta e Geronzi, prevedeva il seguente menu: spaghetti alle vongole, filetto di spigola, caprese, il tutto innaffiato da Greco di Tufo..ora, conoscendo l’amore che ha il Bruno nazionale per cibo e vino, mi sa che abbiano sbagliato le portate..troppo poche e leggere forse? Non sufficientemente articolate in maniera da far partire il dialogo? Di certo, un solo vino appare limitante, anche perché uno spumante all’inizio ci potrebbe stare, ed un vino dolce sulla Caprese doveva essere abbinato. Curioso il menu ipotizzato da Beppe Grillo: Spaghetti alla puttanesca(ma vista l’aria da cospiratori, ci stava bene anche una carbonara!), strozzapreti(sic!), bigoli in salsa.altri piatti adatti?

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3 Commenti

  1. minestra reale
    malfatti
    pasticcio di maiale
    cervello fritto
    castrato in umido la portata di punta..
    il tutto annaffiato da un bel cacc’e mmitte di Lucera (che guarda caso ha base uva di Troia..)

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