“Perché amiamo il mare? È perché ha il potere di farci pensare alle cose che ci piace pensare”.
(Robert Henri)

 

tramonto sul mareLe stagioni si rincorrono e creano sensazioni diverse nel nostro animo.La primavera è  stagione che più aspetto per la carica magica che porta in sé, la sensazione  della vita che torna a scorrere, il fluire della linfa che scuote dal torpore dell’inverno e tornano I colori…

L’Estate è la stagione che non vorrei mai che finisse. Le giornate lunghe, il calore del sole che brucia la pelle …il senso di libertà che inebria! Il significato stesso di estate si riconduce alla radice sanscrita che esprime l’idea di ardere, infiammare, accendere.L’estate celebra l’opulenza, il raccolto del grano ricchezza della terra e della tavola simbolo fin dagli antichi della fertilità.Se dovessi paragonare una stagione al vino questa sarebbe sicuramente l’estate.

L’estate come il vino crea quella alchimia di attrazione e piacevolezza. È insieme mistero e scienza, incontro degli astri e attesa per ciò che sarà. Dopo un anno difficile oggi sono di nuovo difronte al mare! Quanto mi è mancato… il sale sulla pelle, la sabbia tra le dita dei piedi, la schiuma che ti bagna e I colori .. infinite sfumature ! Oggi il mare è così fermo che sembra immobile ad ascoltare I miei pensieri.. si confonde con il cielo e sembra avvolgermi in un abbraccio eterno. Da piccola stavo ore ad osservare il mare, con mio padre si usciva in barca al tramonto seguendo la scia dorata del sole . Si stava in silenzio ad ascoltare il mare ad osservare diverse sfumature di noi. Ho imparato da lì a saper attendere, acuire I sensi e incamerare nella memoria sensazioni di piacere.

tramonto mareIl mare ti ridà quella sensazione di libertà che durante l’anno tendiamo a perdere, mai come quest’anno sento il bisogno di tornare libera. Il covid ha reso tutto limitato da un punto di vista relazionale e di modalità di regole di vita , il riappropriarsi della nostra vita è una necessità.

Un’onda arriva a bagnarmi I piedi…. Trattengo il respiro e mi tuffo nel mare…La sensazione di estrema piacevolezza… senza fretta ..senza ostacoli…senza limiti…senza peso …solo quando sono sott’acqua sento la profondità della terra e il suo mistero, in quel momento riesco a sentire la forza delle nostre piante che affondano le radici negli strati della terra , riesco a sentirmi parte di loro esploratrice degli abissi.Fino dagli antichi il mare ha ispirato leggende e l’espressione di Omero  “mare che agli occhi ha il colore del vino” si trova molte volte nei suoi poemi mi ha sempre colpito, vuoi per deformazione professionale o per la carica di mistero che porta in sé il vino e il mare.

Eppure il colore blu del mare è distante dal viola e purpureo colore del vino.I  Greci riuscivano a  percepire il colore del mare e quello del vino,  il punto di blu profondo del mare è prossimo all’indaco, colore che si può godere guardando un arcobaleno ed è immediatamente precedente il violetto. Basta guardare il mare nei due momenti più importanti della giornata, quelli più carichi di una magia che si rinnova ogni volta: prima dell’alba e dopo il tramonto, cioè all’inizio e alla fine del lavoro dei marinai  nell’antichità, o quando i pescatori uscivano a disporre le reti e gli ami alla luce del crepuscolo, per poi recuperarli con le prede all’alba. Il mare, all’aurora e al crepuscolo, nelle giornate serene, non è affatto blu o azzurro intenso: i primi bagliori del sole nascente o morente ne arrossano o imporporano la superficie indaco con riflessi violacei.

VinoSe si guarda il mare aspettando l’Alba si può veramente comprendere in profondità il messaggio di Omero. Il mare assume un colore simile a quello di un vino giovane e fragrante, appena fermentato, robusto e violaceo.Quando si esce in barca al tramonto, il mare appare lento, untuoso e spianato dalla brezza della terra, perde lentamente il colore del cielo, sì scurisce assumendo i bagliori del crepuscolo incendiato da nuvole rosso porpora e violacee ne cattura la densa sostanza.  Indaco, porpora, viola le stesse sfumature che troviamo in un calice di vino, un vino che sa di antichità, di mistero e di Magia. Ecco cosa intendeva Omero.

Guardo il mare in un tramonto senza fine e penso ad un vino sublime, antico, primigenio, succo dei grappoli di quell’albero di nave che Dioniso trasformò in vite, sbigottendo i pirati che lo avevano rapito e che poi egli trasformò in delfini. Fermatevi per un attimo a pensare. Quasi tremila anni fa, nell’incanto di un pianeta senza invadenti luci artificiali, ma dentro a notti tutt’al più rischiarate da fiaccole, lucerne, fiamme di un focolare, quello era il momento per assaporare il vino. Un momento sacro, intimo rigenerante. I  riflessi delle fiaccole tingevanobil vino di notte con lampi rosseggianti, come il mare al crepuscolo ed all’alba, e come il mare da cui tutto viene e a cui tutto ritorna il vino si rivelò agli antichi  indaco, porpora e violaceo. E il mare prese ad assomigliargli. Il mare è libertà….il mare ci fa sognare, ci libera dalla dimensione del tempo e ci fa viaggiare nella memoria. Ci fa tornare bambini , con il cuore aperto a sognare   come solo l’età della fanciullezza riesce a fare portandoci in mondi lontani.

sole sul mareNon importa essere precisamente in un posto o avere le conoscenze precise di tutto, la cosa più importante è tenere il cuore acceso al mondo, osservare e viaggiare con la mente con la curiosità di un esploratore, come Ulisse con la sua intemerata e ferma vitalità conoscitiva, nella sua essenza di uomo libero.Il mare ci ridà un approccio differente al ritmo della vita e ci insegna a giocare e guardare le cose con occhi sempre diversi solo così potremo vedere il mondo in tutte le sue infinite sfumature e vedere il mare color del vino!!

D’inverno non vedete l’ora che arrivi l’estate. D’estate avete paura che torni l’inverno. Per questo non vi stancate mai di rincorrere il posto dove non siete: dove è sempre estate.
(Tim Roth)

 

 

 

 

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