Prima della pandemia, si era diffusa in maniera ampia la consuetudine per i locali di ristorazione, di stare aperti sette giorni su sette. Ora, dopo la fine del lockdown, i ristoranti che adottano i giorni di chiusura, sono guardati quasi con sospetto da una clientela vogliosa di uscire.

Cartello chiusoIl problema riflette in maniera evidente le differenze tra lavoratori, che si sono esaltate nel corso di quest’anno e mezzo di vita diversa. I dipendenti che hanno goduto della sicurezza del posto di lavoro e nessuna decurtazione di stipendio, hanno oggi una gran voglia di uscire e la limitazione del giorno di chiusura li rende indispettiti e quasi non comprendono tale scelta. Oppure, se anche si tratta di imprenditori in altro settore, tendono a guardare il proprio interesse specifico senza considerare le problematiche di un lavoro indubbiamente complesso. Insomma non trovare il ristorante aperto quando si vuole andar fuori indispettisce non poco

Riattivare la macchina di un ristorante non è un affar semplice, ma una volta ripartito il motore, l’interesse sarebbe quello di marciare in maniera spedita e costante, ma non è che la clientela risponda sempre allo stesso modo. E’ un problema atavico quello della mancanza di incontro tra domanda e offerta: spesso le richieste si concentrano solo nel fine settimana e poi, per il resto dei giorni, si tende quasi a sopravvivere. A questo si aggiunge la carenza cronica del personale, che si è acuita dopo la crisi mostrando, in maniera inequivocabile come questo settore debba essere riformato: le garanzie salariali, i tempi di lavoro, ferie e riposi devono essere garantiti per coloro che decidono di fare il cuoco e il cameriere, altrimenti sempre meno persone accettano oggi sacrifici di questo tipo, a salari non consoni. Ma è anche vero che lo stesso imprenditore deve avere i mezzi economici per poterlo fare e quindi la questione si presenta ampia e dibattuta. I locali a gestione familiare sono quelli considerati più duttili, ovvero che possono aprire e chiudere a seconda del flusso di lavoro, ma di sicuro non c’è più la mentalità del passato che portava tutti i membri della famiglia ad annullarsi solo per il lavoro nel ristorante.

ClosedIn attesa che tutta una serie di problemi vengano risolti, il giorno di chiusura rimane la soluzione migliore per tutti: garantire il giorno di riposo a chi lavora, permettere di riorganizzare la settimana al titolare e il cliente si dovrà abituare a programmare le sue uscite. Beh, dopo la pandemia ci dovremmo essere abituati.

 

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