La scena: una coppia che parla beatamente del più e del meno,  il vino bianco nei bicchieri, clima rilassato, in attesa dell’arrivo delle portate..Poi ecco che il cameriere che si avvicina , il tovagliolo si appoggia sulle gambe, i piatti vengono disposti sul tavolo e, come per incanto, entrambi si accendono la sigaretta.Ma come, ora? Ci vorranno 5 minuti mentre i piatti si fredderanno per poi essere consumati. Per chi ama il cibo, rispetta il lavoro del cuoco e del cameriere la scena è di quelle che fanno male: dispiace per i poveracci che perdono un piacere importante della vita, quello del gusto, ma essendo adulti (penso anche vaccinati) è un problema che devono affrontare da soli. Quello che invece in estate dà noia è il dover mangiare con le zaffate di fumo del vicino che entrano regolarmente nelle narici. Non che io sia talebano, ma ricordo sempre quello che scriveva Donna Letizia nel suo libro sulla casa, ed erano gli anni Sessanta: le sigarette a tavola arrivano dopo il dessert, precedendo caffè e liquori e sono pienamente d’accordo su questa regola. Già aver stabilito di non fumare nei ristoranti è stato un grande esempio di civiltà, ora si dovrebbe attuare la fase successiva e far diventare anche le aree destinate a mangiare all’esterno “smoking free”. La cultura alimentare passa anche da questo, da scelte inizialmente impopolari, ma per le quali, in futuro, in molti ringrazieranno! Credits buongiornoslovacchia.sk

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento