Non mi poteva mancare anche questa esperienza: eletto a furor di popolo controllore della mensa nel consiglio di classe di mio figlio, ieri a mezzogiorno ho varcato i portoni della scuola elementare “Villani” in orario meneghino, alle 12 in punto, per svolgere il compito assegnatomi. La mensa è ricavata nei locali della scuola, da ex aule pitturate con colori vivaci, il che rende i “refettori” un po’ più interessanti. Niente plastica per i bambini e le maestre, si mangia in piatti di porcellana, e si usano posate e bicchieri “veri”. Primo piatto, delle chiocciole al pomodoro: qui si parla di ricette eseguite in altra sede poi portate a scuola solo per lo sporzionamento. Sapore iper delicato, profumi limitati, cottura tutto sommato accettabile. I bambini apprezzano, qualcuno addirittura ne prende una doppia porzione. A seguire, mozzarella e pomodori conditi: qualità della mozzarella medio bassa, pomodori buoni però mi chiedo: la fantasia delle dietiste? Se la salsa è al pomodoro, magari si poteva scegliere un contorno diverso. Osservo i piatti dei bambini, quasi tutti lasciano la mozzarella. Arance come frutta. Bello comunque mangiare in quel’ambiente ridanciano. SOno troppo rivoluzionario se consglio, ogni tanto, di fare ai bambini anche un solo piatto? In estate anche solo il gelato, sai come sarebbero contenti!

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5 Commenti

  1. Ad Abbiategrasso siamo abbastanza fortunati: i nutrizionisti che si occupano della stesura della dieta dei bimbi dell’asilo hanno un menu vario, completo e bilanciato che tiene conto sia dei valori nutrizionali sia dei piatti preferiti dai bambini.
    Così ecco spuntare ogni tanto del maiale alle mele ed erbe a fronte di piatti semplici ma gradevoli alla vista come la pasta tricolore.
    Fanno anche i menu delle feste! e d’estate gelato o sorbetto a fine pasto per tutti 😉
    sono fortunati vero?
    Non ho visto come arrivano i cibi a scuola, ma ho visto come li preparano (ero andata a fare un colloquio) e i cuochi sono veramente molto abili, preparando anche il dolcetto di fine pasto, tutte pietanze da agricoltura biologica (o animali allevati con alimentazione bio).
    Insomma non posso lamentarmi, anche perché i bimbi ne sono davvero entusiasti e mangiano.
    ps. da noi danno i bocconcini di bufala…

  2. Argomento molto dibattuto nelle attese all’uscita di scuola ma quasi sempre chiacchiere improntate ad una critica ipocrita; e mi spiego. L’aspetto nutrizionale del menù è sempre stato affidato, dal comune di Firenze, alla consulenza delle dietiste del Meyer che si sono “sbattezzate” per fornire scelte variegate e puntuali nell’offerta dei menù; risultato: più del 90% dei rifiuti solidi urbani delle scuole era costituito da residui alimentari = l’alimentazione proposta era fantastica ma rimaneva desolatamente … nel piatto. E qui spiego l’ipocrisia: la scuola (come ente che si avvale della fornitura del comune che a sua volta si avvale della fornitura di terzi) può aiutare nell’educazione alimentare di bambini e ragazzi ma solo e solo se c’è una cultura familiare alle spalle. Un bambino “normale” che la sera mangia pasta al ragù (magari in barattolo) e bastoncini di pesce come farà mai a eccitarsi di fronte a insalate di verza piuttosto che bocconcini in fricassea o filetti di pesce (orrore!) non fritti ? Spero di essermi spiegato.

  3. Lorenzo, hai perfettamente ragione.
    Anche per questo elogio la scelta del menu scolastico di Abbiategrasso: hanno trovato un giusto compromesso tra cucina da bambini e cucina un po’ più ricercata senza sconvolgerli troppo, ma avvicinandoli pian piano ad una cultura del cibo diversa.
    Per dirti, i miei figli non chiedono la merendina per colazione e merenda, ma mele (in quantità) e frutta secca, pane, marmellate. Pochi dolci, poche schifezze.
    Per me quell’optare per un bocconcino di bufala invece che di pseudo fior di latte, già fa molto la differenza, non trovi?
    Il piccolo (che ne è ghiotto) riconosce già, ad appena 5 anni, la differenza tra le due tipologie e questo non è poco.
    Invece, mi sono rammaricata leggendo un menu di asili di Palermo: a parte che danno esclusivamente il primo (se vuoi il secondo te lo devi portare da casa), ma ogni giorno di tutte le settimane trovavi soltanto pasta con passato di lenticchie, pasta e fagioli, pasta al sugo, pasta con l’olio, pastina in brodo. Sempre e solo questo!

  4. concordo con Ligabue! è per quello che hanno optato per un “non menu”….se avessero sbagliato anche la pasta al pomodoro (l’unico piatto cucinato), sarebbe stato da spararsi!!!