Il posto è affascinante, vicino al Lungarno, non lontano da Santa Maria Novella, in una dimensione che ricorda quello di un “Cafè des artistes” parigino. I tavoli sono realmente vicino l’uno all’altro:meno male che è semivuoto altrimenit la confusione la farebbe da padrone. Il personale è gentile e simpatico, spigliato, riesce a instaurare una buona sintonia. Menu ristretto con pochi piatti: crostini iniziali dimenticabili, polpo bollito gommoso, presentato male, senza una parvenza di forma, anche poco saporito. Spaghetti coni carciofi crudi amari: poteva essere un’idea carina, lo spaghettino condito a crudo, ma se si sbaglia a prendere i carciofi e sono amari, il piacere si perde in un attimo. Ricarichi dei vini eccessivi, si riesce ad avvicinarsi solo a quello della casa. Servizio del 12% inutile ed eccessivo. Si superano senza accorgersene 50 euro ma non ne vale davvero la pena

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