Nei congressi di partito di una volta, ma anche in quello di associazioni legate o meno alla politica, lo svolgimento di un congresso rappresentava sempre un momento basilare della vita interna: si misuravano gli equilibri tra le diverse componenti, si faceva uso della forza(non fisica, anche se ogni tanto volavano botte), si utilizzava la platea per influenzare decisioni più o meno azzeccate. Nelle associazioni con un capo riconosciuto e insindacabile, l’assemblea rappresentava sempre la parte meno divertente, mancando di contraddittorio, con tutti gli astanti a venerare il leader maximo senza replicare(succede ancora oggi in campo gastronomico:-))). Ad Identità Golose le cose sono diverse: sul palco ci vanno i veri protagonisti che operano, ovvero i cuochi, la platea è variegata, con addetti ai lavori, semplici appassionati, gastrofanatici. tutti uniti nel cercare di capire cosa viene proposto. Al di fuori della sala, si celebrano invece i conciliaboli, le chiacchere classiche, i gossip, i pettegolezzi ma insomma, chi non è interessato si toglie dalla sala non disturba. Quest’anno si arriva al congresso dopo il bombardamento di “Striscia la Notizia” su quanto ha espresso la cucina negli ultimi anni in termini di novità. Vedremo come andrà a finire..

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