Undicesima edizione di un congresso che, partito con sana curiosità da parte degli addetti ai lavori, è cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli anni, fino a diventare un punto di riferimento per la cucina italiana. Non tutti i cuochi italiani sono presenti, alcuni non ci sono mai stati, chi per scelta, chi per contrasti più o meno velati, altri alternano la loro partecipazione, ma sarebbe importante riuscire a vedere e parlare davvero con tutti. Un’occasione come questa dovrebbe entrare tra le possibilità di aggiornamento per la scuola alberghiera, quest’anno anche per gli insegnanti di sala, visto che domani ci sarà anche lo spettacolo teatrale che vedrà protagonisti proprio alcuni dei maitre più famosi. Anche i ragazzi del quarto e quinto anno trarrebbero giovamento nell’ascoltare le parole di chi, sul palco, racconta il suo lavoro, le sue idee, le prospettive, che troppo spesso mancano a chi lavora in ambienti che non creano motivazione, anzi. La tendenza attuale, quella della cucina senza proteine animali, viene ampiamente rappresentata, con piatti a base di verdure, di pesce, di radici, alla scoperta di ingredienti che, presenti magari negli scaffali dei supermercati, ma che in tanti consumatori, non hanno la più pallida idea di come utilizzare. I primi tre interventi, Leemann, Ducasse, Crippa, dovrebbero essere salvati e fatti vedere nelle scuole, analizzati con gli insegnanti, commentati: il futuro può e deve essere costruito dal presente, altrimenti è inutile lamentarsi che non si riesca a creare una forza lavoro dinamica ed intraprendente nel settore ristoratico

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