Da un po’ di tempo a questa parte i produttori hanno dato libero sfogo alla loro fantasia nello scegliere i nmi da assegnare ai loro vini. Sono così votati alla ricerca della parola "strana", che colpisca l’immaginario collettivo, che non si rendono conto, talvolta, di cadere nel ridicolo. Qualche anno fa, durante una degustazione, Fabio Rizzari, uno dei responsabili della guida de" I vini d’Italia" dell’espresso, se ne uscì con una delle sue battute fulinanti, dopo aver visto il nome di un vino" Ora capisco perchè i francesi hanno sempre avuto un grande successo con i loro prodotti: Vuoi mettere in una cena a due quanto è romantico ordinare uno Chateua Giscours rispetto ad un Rapozzo da Maiano!": Da allora sono sempre rimasto colpito dai nomi scelti:provate a vedere cosa può succedere..

Alberto, L’Errante, un vero Rubacuori, un Mito tra gli uomini, grazie al suo Eros, era un vero Mascalzone. L’Oracolo, aveva predetto il suo Futuro:Prima Causa del suo Modus di vivere era quella di essere un vero Godimondo. L’Anima l’aveva venduta dopo aver fatto Quattro Chiacchere con il diavolo. Aveva colto il Frutto Proibito dopo aver detto una Bugia, ripetuta nel Tempo riguardo sua Madre. Soggiogato da Il Canto delle Fate, ascoltate cogliendo I Fiori di campo dal profumo a dir poco Suavissimus, riposava in un posto Nero d’Ombra detto Il Luogo dei Monti aspetto L’Ora de Il Duello con la Garibalda.  Il Lieto Evento tardava ad arrivare a causa del Vento troppo forte e di un Purosangue che correva Barricadero. La Saga continua..

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9 Commenti

  1. … e speriamo che non finisca mai. I francesi hanno alle spalle mille anni di storia pressoché unitaria e almeno trecento di commercio di vino da uno stato organizzato, forte e compatto, centralizzato e con una continuitá
    legislativa ben forte. Noi siamo usciti a pezzi dalla seconda guerra mondiale e solo dal 1974- 1975 abbiamo cominciato a fare e parlare di vino di qualitá ( fatte le storiche e debite eccezioni). Ci siamo ritrovato da un anno all’ altro a doverci inventare nomi e non potendo far conto su quelli generici geografici abbiamo affondato mani ed inventiva nella nostra storia, nelle nostre radici e quindi Rapozzo da Maiano og Banduccio di Buonconte, hanno pari nobiltá di qualsiasi sciató qua e sciató lá. E´la vitalitá di un mondo enoico antico per storia ma giovanissimo per esportazione e produzione qualitativa; anzi, strano a dirsi : nuovo, che in trent’anni ha fatto passi da gigante puntellandosi su nomi che nascono – bisognerá farsene una ragione – da un patrimonio storico
    e di varietá che gli altri ci invidiano.

    Scusa la “tirade” ma dalla generazione di Vizzari – nata e cresciuta con il complesso snobbetto della enogastronomia francese forse non ci si puo´aspettare altro: dalla tua non so, dalla foto mi sembri piu´giovane, ma nel ridicolo si cade anche ironizzando cosi´tanto per ironizzare e perché fa tanto salotto fine…..

    PS

    anche qui si dice insalata italiana, proprio come dici tu, per via delle rape rosse ed il verde dei piselli nel bianco della maionese (maionese bianca ? mah…).

  2. L’infatuazione per i nomi francesi è palpabile anche nei Vini d’Italia del Gambero Rosso. Per loro, Bacucco è un brutto nome, mentre Gevrey-Chambertin è bello. Ma perché? E poi perché a volte vengono fatte certe riserve su nomi normalissimi, lasciando nel contempo passare aberrazioni piene di “y” e di “j” che nemmeno i Klingon? Perché Vito Arturo non va bene mentre Grayasusi (e anche altre cose ancora più cacofoniche e stralunate) invece sì? E’ una cosa che mi sono sempre chiesto, fatta salva la qualità dei vini, e tenendo naturalmente presente che la guida è una summa di tanti e tanti autori.

  3. Carlo, ironizzo perchè mi sembra importante, ogni tanto, porre dei limiti ma senza per questo pensare di ritenere i francesi intoccabili. L’uso dello chateau è veramente eccessivo talvolta, ma guarda che mi sono risparmiato una serie di nomi ancora più incredibili. Il MerloT della Topa nera, tanto per farti un esempio..

  4. il Phigaia di Vidotti
    il Lago di Venere passito siciliano
    La Passerina grappa di Giorgi
    il rosso della Bernanda di origine toscana
    Manca solo un vino del Cacchio e poi……
    :-O)

  5. Ma anche il “Phigaia after the Red” dove lo metti ?…. e comunque io la interpreterei come la maggiore vicinanza all’elemento bacchico del vino da parte dei nostri produttori. Il che non é poco. Maggiore vicinanza dei francesi che trecento anni di successo commerciale hanno standardizzato e civilizzato. Ricordo un etichetta di una Cagnina della Corovin: un satiro guardava sotto le gonne di una ragazza. Un putiferio! proibita in USA….
    Ma – io domando – se non riconosciamo questo elemento bacchico, di vitalitá, se non ci reinventiamo il vino come momento di gioia e di rilasciamento (relax), possiamo poi lamentarci del fatto che i consumi scendono, etc etc ?….

  6. vogliamo parlare del soffocone di vincigliata? ma insomma… chi tra i fiorentini nn è mai stato a farsi praticare una sana e rilassante frizione labial sussultoria con deglutizione nel bosco di vincigliata? ma lo portereste a tavola? se sì, con chi?

  7. caro trinciante, siamo veramente sul filo del rasoio sui commenti..comunque hai ragione chi ordinerà mai questo vino in dolce compagnia?