Un ristorante si può trasformare negli anni, magari rimanendo fedele a se stesso negli arredi e cambiando la cucina o, al contrario, rimanendo nella stessa sede e trasformandosi in pizzeria. Era successo, a Firenze,  all’Antico Crespino, situato di fronte al reparto mobile della Polizia, diventato Ray Banana, peccato  che poi abbia chiuso i battenti definitivamente. Ci sono i locali che hanno chiuso e sono momentaneamente vuoti ma rimangono in attesa di tornare ad essere ristoranti e poi ci sono quelli definitivamente scomparsi, rasi al suolo o destinati ad altri usi. Mi sono reso conto che in questi ultimi anni,  purtroppo,  sono stato testimone di non pochi di questi accadimenti, provo a riassumerne alcuni

LA CAPANNINA DI SANTE Piazza Ravenna

Sante aveva iniziato a Lo Zodiaco, in via delle Casine, ma la sua casa fu il ristorante aperto sotto il ponte da Verrazzano. Aperto anche a pranzo, era la sera che dava il meglio di se’,  in una delle due sale, con i rappresentanti della Firenze politica che si trovavano verso mezzanotte alla sua mensa: Spaghetti alla Sante quale specialità, poi i primissimi crudi, cucina semplice e non complicata. I trasferimenti successivi meglio derubricarli a semplici incidenti di percorso. Completamente raso al suolo

CAFFE’ CONCERTO /TARGA BISTROT

Troppo recente la chiusura ed il dispiacere per quanto accaduto: chiaro sintomo di quanto viene considerata la cultura gastronomica in Italia, a Firenze in particolare. Vi rimando a quanto ho scritto a suo tempo , ora è ancora in piedi ma per poco purtroppo.

IL BARRINO Via de’Biffi

La moglie di Gino Paoli ed Alessandro Franceschetti, un binomio che dette vita ad un locale che fece epoca: a due passi dal Duomo, si dovevano scendere le scale e ci si trovava in un ambiente caldo, arredato con divanetti, moquette a terra, cucina innovativa. Luogo familiare di chi frequentava il teatro Niccolini, quest’ultimo rinnovato da poco, La cucina non era mai banale, si alternavano cuochi di vari esperienza ma chi era in sala faceva la differenza. Caro ma non costoso, si è spento per diventare un magazzino

DONEY Via Tornabuoni

Qui si tocca la storia, la tradizione dei caffè fiorentini ,  tanto che il locale si becca anche una citazione di Wikipedia. I ricordi vanno a quando frequentavo la scuola alberghiera e c’erano i mie compagni di classe che ci andavano a lavorare. Cucina forse oggi ritenuta stantia, ma in realtà era l’esempio di quello che veniva inteso come cucina di lusso a Firenze..soprattutto in un ambiente bello ed elegante. mai entrato purtroppo

LE COQ D’OR Lungarno del Tempio

Di fronte all’Hotel Mediterraneo, l’unico esempio di ristorante di cucina francese a Firenze, con piatti della tradizione, partendo dai coquillages, ovvero frutti di mare crudi che all’epoca erano più rari della neve d’agosto, il filetto con salsa bernese, lo chautebriand, il consommé…Un incendio lo distrusse e lì non è mai rinato niente

LA CASINA ROSSA Via degli Alfani

Fatto in tempo ad entrarci e mangiare quando oramai era in una fase decadente dei peggiori livelli. Ha sfamato per anni gli studenti di passaggio a Firenze, prima che esistessero le mense universitarie aperte la sera. La mia esperienza terribile, posate unte, pollo poco cotto con tanto di piume attaccate…meglio sentire gli altri ricordi. Oggi un fondo qualunque.

DA NOI Via Fiesolana

Uno dei locali che mi ha lasciato un ricordo indelebile a livello palatale, grazie ai primi esempi di cucina creativa o rivisitata che dir si voglia : la cipolla ripiena di fonduta, mangiata alla fine degli anni 80, in un ambiente piccolo, caldo, accogliente, quando andavano di moda i ristoranti  boutique. Un vero peccato averlo visto chiudere , probabilmente sarebbe uno di quelli che oggi avrebbe di nuovo successo . E’ diventato un centro di cottura, ora non so

LA GREPPIA Lungarno Ferrucci

Pur essendo un ristorante popolare, era frequentato da centinaia di persone la sera per la pizzeria, aperta fino a tardi, uno die pochi luoghi dove era sicuro mangiare circondati da gente tranquilla. Niente di indimenticabile in cucina, ma tanta onestà intellettualòe. In attesa di essere demolito, trovandosi sull’Arno..solita idiozia burocratica

Credits: www.suburbanlock.com

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11 Commenti

  1. La Casina Rossa si chiamava in realtà la Botteghina Rossa, e prima del fondo qualunque c’è stato per 10 anni un ristorante citato in tutte le guide italiane ed anche estere. Si chiamava Gauguin, ma tu non ci venivi…

  2. Leonardo anche il primo Angels non era male. Diciamo che è stato un primo esempio di ristorante metropolitano. Io l’ho gestito direttamente per quasi 3 anni e mi sono molto divertito

  3. Non dimenticare pepolino…uno dei primi ristoranti se non il primo di cucina rivisitata e moderna a metà anni 80 …non ricordo chi era il gestore che poi si traferì in borgo Ognissanti ma poi rapidamente in calo…..e ricordo la prima storia di Pane e Vino a Gavinana forse la migliore!