Quando ho iniziato questa serie di articoli non pensavo proprio di accumulare una serie di notizie così variegate, grazie soprattutto ai lettori che mi segnalano locali, il che mi fa dire che a volte un sano passaparola permette di mantenere vivi ricordi che altrimenti finirebbero nel dimenticatoio. A breve anche una puntata dei locali di provincia, anch’essi purtroppo chiusi.

RISTORANTE IL GIARDINETTO di viale Donato Giannotti

Mi colpì il fatto che aveva aperto vicino a casa mia, nel Viale Giannotti, in una zona poco abituata ad avere locali, quando tutto si concentrava nel centro storico. Erano gli anni Novanta, si cercava di fare una cucina creativa ma coerente, anche gradevoleci andò a lavorare anche un mio ex alunno. Poi il trasferimento nel viale Lavagnini, dove oggi c’è un ristorante giapponese, conservando sempre quel giardino che dava il nome al locale, ma probabilmente era troppo in anticipo per Firenze. Dopo anni di chiusura, il locale è diventato un negozio di sport, frequentato soprattutto dai tennisti

OSTERIA PEPOLINO in Via Caterina Franceschi Ferrucci

Francesco Altomare è dal 1992 alla guida dello storico ristorante Oliviero, in via delle Terme, ma i primi passi a Firenze li ha mossi in via Caterina Francheschi Ferrucci, zona Coverciano, dove non era certo facile pensare di aprire un ristorante. Rimase memorabile il suo petto di pollo farcito di spinaci servito su crema di peperoni rossi , un accostamento cromatico che colpì molto la fantasia degli avventori. Poi il trasferimento all’Impruneta ai Cavallacci, successivamente trasformati in pizzeria ed infine l’approdo in centro, ma non più in cucina. Testmonianza di un laboratorio creativo purtroppo troppo breve

RISTORANTE IL BARILE alle Cascine

Giovane insegnante di scuola alberghiera, mi iscrissi alla Federazione Italiana Cuochi, e grazie all’allora segretario Gianni Frangini, oggi vicepreside dell’istituto alberghiero Aurelio Saffi, andai a cena in questo ristorante alle Cascine, situato vicino alla facoltà d agraria, nei locali di proprietà del comune. SI scendevano le scale e si poteva mangiare una cucina semplice, toscana: esisteva ancora la griglia a legna, l’ambiente era semplice e rassicurante. . Ora è del tutto inutilizzato

RISTORANTE LE QUATTRO STAGIONI di Via Maggio

Sempre l’esperienza nell’associazione cuochi mi fece scoprire questa trattoria, aperta da un cuoco che si era fatto le ossa da Sabatini per poi aprire il suo locale: era il primo esempio di trattoria di qualità, ambiente raccolto, camerieri con il papillon e il gilet, tanti clienti abituali. Una cucina basata molto sul mercato, specialità toscane ma anche di cucina classica, come la formazione del titolare riusciva a ben esprimere. Riuscì a venderla ma non ebbe , con i nuovi titolari, il successo di prima. Ora è diventata una pasticceria di ottima qualità

RISTORANTE LO ZODIACO di via della Casine

Ne avevo accennato quando parlavo di Sante, ma in effetti non mi ero dilungato sul fatto che qui nacqueil primo esempio di ristorante di pesce di qualità a Firenze. Scese le scale, il regno di Sante con una cucina fatta soprattutto all’impronta ovvero con quello che offriva il mercato, indubbiamente molto avanti per l’epoca. Dopo di che un ristorante cinese ed infine l’oblio

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