Vi becco sulla digestione serale, quando tutto può interessare eccetto che andare a leggere ricette o argomenti gastronomici. Vi dico il mio menu natalizio, voi scrivetemi cosa avete mangiato. Per il 24 dicembre, cena “vintage”: crostini di fegato, galantina di pollo con insalata russa, paté di fegato con insalatina di campo, zuppa di cipolle gratinata, vitello tonnato, torta sbrisolona con zabaione al Vin Santo. Oggi un connubio tra tradizione e innovazione: crostini con musciame di tonno, tortellini in brodo, collo di pollo ripieno con salsa verde, fagiano in salmì, spinaci saltati, cioccolatini assortiti. Da bere per la cena: Cerviolo 2005 Magnum Chardonnay San Fabiano in Calcinaia, Carmignano 2004 Ambra, Pomino Rosso Frescobaldi 2004, Vin santo Villa di Petriolo 1999. Oggi Champagne Billecart Salmon e Pinot nero Fortuni 2004 . E voi?

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10 Commenti

  1. tu potevi invitarci, però, chè la galantina della mamma l’ho già assaggiata tempo addietro ….
    da queste parti il 25 si usa la minestra maritata, a seguire fusilli alla genovese (lasagna per chi non gradisce l’overdose di cipolla), agnello al forno e poi il festival dei dolci (cassata, profiteroles, pastiera, apollini al limone)
    no photos
    😉

  2. grazie del link al “mio” pinot nero fortuni…ricordati che il prossimo 11 febbraio cé´la presentazione delle nuova annata 2005. Il brogi e´venuto a pranzo da me il 24 per invitarmi! wow!
    e quanto al mio pranzo di natale dato che sono in germania e mio suocero e´cacciatore ho avuto capriolo, lepre, fagiano e beccacce in umido (o simile, tipo gulasch) con un Portugieser 2006, un Dornfelder 2004 del Palatinato e un Chianti Classico Riserva Castello di Starda malaspina del 1998. Piu´ovviamente birra di quella buona, Jever Pilsner e Krombacher Pils
    Auguri!

  3. Caro Leonardo…ci chiedi lumi sulle nostre tradizioni culinariue natalizie e sono pronto ad accontentarti.
    Dalle mie parti e’ usanza cenare alla vigilia con il opesce (carne assolutamente bandita) per poi procedere al pranzo di Natale a sbafarsi i vari manicaretti “terriferi”.
    Menu’ della vigilia: Antipastino di mare composto da: insalta di mare, salmone marinato, sgombro al vapore con aceto balsamico, polentina con ragu’ di moscardini, cozze e voncole a guazzetto, cannolicchi gratinati, polpettine di baccala’ – per primo delle sagnette e ceci in brodo con sughetto di molluschi e crostacei, per second grigliata di crostacei con scamponi e gamberoni e gli immancabili spiedini di scampi e calamari. il tutto innaffiato (siccome sono poverello) da un “misero” fiano di avellino della cantina Mastroberardino.
    Per il pranzo di natale invece iniziamo:
    Crostini misti (con olive, funghi, carciofi etc etc)
    Coratella di agnello spezzata in umido
    Pallotte cacie e ove (ovvero polpette fatte di uovo e formaggio fritte e poi fatte in umido con un sugheto con aglio e peperone)
    Melanzane fritte ripassate al fornmo con pomodoro mozzarella e alicetta.
    Salumi misti
    PRIMI:
    Brodo tradizionale di Natale: brodo di carne mista (o dui gallina a seconda delle preferenza) con il cardone, le polpettine di carne, la stracciatella (uovo e parmigiano sbattuti e poi messi nel brodo) e la pasta reale.
    Tortellini in brodo
    Poi si serce la carne del lesso preparata con la maionese e i sottoaceti
    Timballo di scrippelle (crepes)
    Agnello al forno con patate
    DOLCI
    Cacionetti (ovvero dei panzerottini fritti dolci ripieni o di marmellata oppure, piu’ tradizionalmente di ceci e cioccolato o castagne e cioccolato)
    Sfogliatelle con la marmellata
    Parrozzo
    Caffe’ amari e spumante
    Il tutto innaffiato da un ottimo MONTEPULCIANO D’ABRUZZO “MARINA CVIETIC” cantina MASCIARELLI del 98 (a Natale mi e’ andata meglio che alla vigilia…decisamente)

    Oggi….si mangiano gli avanzi…e ce ne sarebbe per mangiare per altri 7/8 giorni….

  4. il 24: crostini di fegatini, salsiccia ubriaca con salsa di mascarpone e noci, risotto giallo alla milanese, cinghiale in umido, arrosto con le cipolle, fagiolini e patate trifolati, panettoni e pandori. vino chianti, ma non ricordo quale.

    per il 25:salumi e crostini di fegatini tortellini con brodo di cappone, cappone bollito e salsa verde. frutta secca, panettone, pandoro. ancora chianti ma continuo a non ricordarlo.

    auguri a tutti, anche se in ritardo

    Auguri, anche se in ritardo

  5. Una domanda “tecnica”. Non si usa fare di “magro” la vigilia a Firenze?
    Ed è una tradizione estesa a tutta la Toscana?
    Grazie per l’eventuale risposta, anche in mail.
    Franc

  6. @francvino
    Non esiste la viglia di magro a Firenze come tradizione. Tutto è nato in anni recenti quando, a causa di famiglie allargate, tempi strani, voglia di viaggiare, si è costretti a trovare nuovi momenti di convivialità. E a quel punto la cena diventa sì un’occasione di stare insieme, con un occchio attento alle tradizioni locali..dove il pesce rimane confinato nei piatti della costa

  7. Natale sulla tavola di Tenuta Montelaura in Irpinia

    Maccaronara al ragù di coniglio e cappone imbottiti.
    Questa antica ricetta contadina dell’Irpinia risale alla notte dei tempi e come tutte le altre ricette della nostra economia rurale è improntata al recupero di ogni parte dell’animale e quindi al risparmio. In questo caso le parti da recuperare sono la pelle e le interiora dell’animale. La pelle si recupera perchè il coniglio non si spella ma si spenna, le interiora(sia del coniglio che del cappone),vengono usate per l’imbottitura del cappone.L’imbottitura del coniglio,che deve pesare almeno 4/5 Kg. ,si realizza sottopelle dopo aver separato la stessa dalla carne introducendo la mano tra i due elementi a incominciare dalla pancia dell’animale. Creata così una sorta di sacca,si procede a riempirla con un composto precedentemente praparato con 20/25 uova,gr.500 di formaggio stagionato almeno 10 mesi, metà di mucca e metà di pecora, preferibilmente caciocavallo podolico e carmasciano,e prezzemolo finemente tritato.Riempita tutta la sacca, si procede,così come il chirurgo alla fine dell’operazione, a dare i necessari punti di sutura affinchè l’imbottitura non fuoriesca durante la fase di cottura.Per il cappone, la fase più importante è la preparazione dell’imbottitura.Si rosolano,con sale e pepe, i fegatini a mezza cottura che poi vengono amalgamati con gli stessi formaggi usati per l’imbottitura del coniglio,con l’aggiunta di uva sultanina e pinoli.Stessa pratica “chirurgica” per la chiusura e via in pentola.Successiva rosolatura contemporanea nella stessa teglia,bassa e larga, del coniglio e del cappone per chiudere i pori della pelle degli stessi al fine di conservare,durante l’estenuante successiva cottura(almeno tre ore),gli umori delle carni all’interno dell’imbottitura che diventa così la parte più saporita.Trasferimento in un pentolone sufficientemente capiente,dove è stata già fatta imbiondire della cipolla tagliata a tocchetti e …san marzano fino a copertura.Non ci resta altro che aspettare che il miracolo si compia!