Con il suo territorio a forma di farfalla, Castelnuovo Berardenga è un comune del Chianti Classico con tutte le caratteristiche degli altri comuni, ma con, in più, la luce piena del sole.

Infatti, mentre gli altri comuni sono racchiusi, talvolta non esposti e, potrei dire, più “custoditi”, Castelnuovo si apre completamente al cielo e alla luce, dando ai visitatori l’opportunità di ammirare panorami da capogiro, soprattutto al tramonto.

In occasione dell’evento “I cru di Terra Vocata” organizzato dall’Associazione Classico Berardenga, ho passato una giornata tra filari e cantine di questo territorio, con degustazioni in 5 aziende diverse scoprendo un universo che, in tutta franchezza, non mi aspettavo.

Terra di SetaTerra di Seta

Ambizioso ed ammirevole l’obiettivo dell’azienda che, nel rispetto della tradizione e con l’ausilio delle moderne tecnologie, ha ottenuto la certificazione Kosher. Di grande delicatezza la possibilità di guardare la cantina attraverso l’ampia vetrata. Nella cantina kosher, infatti, non si può entrare, ma anziché erigere un muro che ne avrebbe impedito la visione ai visitatori, Maria e Daniele hanno optato per una parete completamente a vetro: una scelta che trovo inclusiva. Sapido e scattante il rosato da salasso Mesci (in ebraico, “seta”), che libera profumi di bergamotto e glicine. Elegante il Chianti Classico Riserva 2018, nel quale tabacco e liquirizia aumentano la complessità senza esagerare nella struttura. Notevole texture nei Chianti Classico “Assai” Gran Selezione 2012 e 2015, prodotti da uve provenienti da una sola vigna, il Vigneto del Pozzo: emerge chiaramente il lavoro sul corpo, anche attraverso la macerazione post fermentativa.

Losi QUerciavalleFamiglia Losi

Valeria ha competenza e professionalità, ma ha anche il coraggio e l’intraprendenza della sua età… E così, si lancia in un progetto nuovo di produzione di Malvasia Nera e Fogliatonda in purezza : vitigni autoctoni antichi, considerati da sempre (solo) complementari, lei decide di valorizzarli e li rende protagonisti unici. Con un risultato di aromaticità e spinta del fruttato che va oltre le aspettative. Del Chianti Classico Riserva 2015 mi colpisce l’austerità, mentre della Gran Selezione 2012 la marcata freschezza che fa sembrare questo vino imbottigliato ieri. La degustazione comprende anche un vin santo che è tutto frutta secca, mandorle al caramello e brigidini. Edit: vedere la malvasia appesa a seccare non ha prezzo.

TolainiTolaini

Davanti a un gustoso buffet servito in cantina, circondati da barrique, tonneaux e anfore, Diletta ci racconta la storia di un imprenditore espatriato con la valigia di cartone per tornare ricco, fondatore di un’azienda che, mantenendo l’alta qualità come parametro indiscusso per la produzione dei propri vini, oggi intraprende il percorso verso una nuova identità con maturazioni in anfora, agricoltura biologica e selezioni di veri e propri cru. Tra gli assaggi, i miei preferiti il Chianti Classico Gran Selezione Montebello Sette 2017, dove ciliegia e violetta, sottobosco e tabacco preannunciano la trama tannica precisa, composta, senza sbavature. E l’IGT Valdisanti 2018, che sorprende per freschezza e vitalità. Io la mano di Luca D’Attoma ce la sento.

Villa di Geggiano

Tanta storia e cultura tra quelle mura. A partire dalla galleria d’ingresso affrescata nel 1790 dal pittore austriaco Ignazio Moder, con la divertente parentesi del “ciarlatorio”, in pratica una gossip room… Eh già, perché d’estate i pettegolezzi si fanno in giardino, ma d’inverno ci vuole un posto al caldo, con tanto di ottomana lunga lunga che guarda le ampie finestre, dalle quali si ammira il delizioso giardino all’italiana: con la bellezza negli occhi, il gossip viene meglio. Tutta la villa conserva gli arredi, i tendaggi e la carta da parati francese originali del 1700… Compresa la camera che fu di Vittorio Alfieri. Andrea ci propone in assaggio una riserva 2007… Naso di scatola di sigari e cuoio, lavanda appassita e note di smalto, bocca di ciliegia sotto spirito che si estende al saporito finale.

Carpineta FontalpinoFattoria Carpineta Fontalpino

Gioia Cresti – vulcanica titolare– ci accoglie sulla terrazza, dalla quale si ammira la collina Montaperti, con il suo Metodo Classico “Boulé”, per il quale le tributo imperitura gratitudine.

Racconta la sua azienda in modo franco e senza filtri, dagli inizi difficilissimi al disastroso medio periodo, quando il Petit Verdot proprio non ne voleva sapere di venire bene. Ci sono voluti 7 anni – e tante risorse – perché si rivelasse, all’improvviso, straordinario. E mi piace quello che dice dei Supertuscan: ai toscani non sono mai piaciuti, oggi sono demodé anche per gli americani, ma lei non li rinnega, né li demonizza, perché con le super-vendite all’estero, per anni hanno dato da vivere alle aziende del Chianti, compresa la sua.

Dei vini in degustazione ho amato al primo sorso Dofana 2016 e Montaperto 2016: la prima, il Sole, il volto solare del Sangiovese; il secondo, la Luna di velluto. Identico il varietale da cui provengono, identico l’intervento del vignaiolo, identico il processo di produzione. Cambia solo la vigna. Eppure c’è una differenza di personalità e di carattere nettissima che dimostra il significato del cru nel Chianti Classico.

La giornata si conclude a Borgo San Felice, con la cena nel ristorante Il Poggio Rosso. Qui Leonardo Bellaccini, enologo dell’azienda nonché presidente dell’Associazione Classico Berardenga, spiega quanto in questa zona il suolo sia estremamente variegato, con conseguente diversità dei vigneti prossimali e limitrofi. In questa differenziazione risiede il significato del progetto #TerraVocata, nel quale ciascun produttore ricerca il proprio cru per dare origine ad un vino che è, al contempo, identitario della propria azienda e tessera del mosaico di tutta Castelnuovo Berardenga.

Castelnuovo BerardengaCRU DI BERARDENGA DI LEONARDO ROMANELLI

CARPINETA FONTALPINO

Dofana

Naso da definire ma tendenzialmente fruttato di ribes e susina con cenni  animali. Fresco e definito in bocca, solido, gradevole, bella tensione *****

Monteaperti

Bellissimo al naso, già  invitante, fresco di erbe aromatiche. Bocca lineare pulita elegante bel fruttato di ritorno. Finale intenso ****

BOSSI

Cantina

Affumicato particolare al naso e cenni di cuoio, ancora da completare.  Bocca grintosa e salina molto appetitosa, di buon peso ****

Selva

Fruttato intenso, lamponi, ma anche cenni speziati. Bocca morbida e levigata, in fase di formazione ***

Castelnuovo BerardengaFATTORIA DI VALIANO

San Lazzaro

Appena maturo, confettura di more e prugne. Tannino evidente, bocca asciutta ma non asciugante , tenuta di buona persistenza. ***

FATTORIA DI CORSIGNANO

L’Imperatrice

Vinoso bello, gradevole, frutti neri. Bocca lieve, succosa, invitante , fresca. Finale in bella spinta, gustoso e largo ****

FELSINA

Malena

Un po’ gommoso  e lacca iniziale, poi si apre al fruttato. Bocca levigata e calda da definire, rotonda e lineare ma da rilassarsi ***

Mandorli

Delicato ed equilibrato al naso , frutti ben definiti, freschezza bilanciata, intrigante, bella polpa gustosa. *****

LA LAMA

Sottolaia

fresco, note di frutti di bosco, anche erbe aromatiche. Bocca fluida viva, tesa potente ****

LECCI E BROCCHI

Ragonaia

Animale, frutto potente di prugna, Poi bella finezza balsamica invitante, appena salino, finale delicato e caldo ****

LOSI QUERCIAVALLE

Conca ovest

Animale e maturo, pelliccia e cuoio. Grasso, potente, massiccio, levigato. Finale lungo e articolato ma da svolgersi ***

TENUTE POGGIO BONELLI

Vigna Porgo

Pulito, fresco, erbe aromatiche, ribes, ciliegia. Bocca equilibrata, perfetta, agibile, invitante ****

Castelnuovo BerardengaSAN FELICE

Poggio Rosso

Intenso, balsamico speziato. Dolce all’attacco, carico, potente, morbido. Finale appena affaticato ***

TENUTA DI ARCENO

Il Boschetto

Naso appena speziato, cenni intensi di frutti rossi- Bocca lieve succosa, gradevole. Finale pulito ****

TERRA DI SETA

Vigna del Pozzo

Naso balsamico, mentolato, appena speziato. Note fruttate gentili. Bocca soda gustosa, calda, elegante. Finale delicato ed ampio.  *****

TOLAINI

Vigna Montebello Sette

Appena olive piacevole, naso delicato. Frutti di bosco. Bocca appena  delicata, calda. Finale succoso e convincente *****

VILLA A SESTA

Caggio

Naso pulitissimo, fresco, frutti neri, erbe aromatiche come menta. Bocca lineare calda, piacevloe, tannini fini bella lunghezza ****

VILLA DI GEGGIANO

I Lecci

Floreale, frutti piccoli, spezie ed erbette. Bocca tesa, nervosa, acidità bilanciata. Finale lungo ****

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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