Articolo apparso ieri su”Il Firenze” e su tutti i quotidiani del gruppo EPolis!!

 Giunti alla fine dell’anno, sorge spontaneo chiedersi quali sono i piatti che hanno conquistato i buongustai nel 2008, le mode passeggere che volgono al termine e i grandi rientri, una sorta di riflusso gastronomico che ha sorpreso i futuristi del cibo. Complice la crisi, sono tornati di moda i cibi estremamente poveri: i legumi sono un “must” di ogni cena importante che si rispetti; a parte le lenticchie di fine anno, ceci e fagioli imperano, come primo piatto nelle zuppe o nelle minestre passate, ma anche quali contorno appetitoso di baccalà o carni di maiale. Volge al termine l’ubriacatura da tonno crudo, diventato famoso grazie al sushi giapponese ma oggi in crisi di identità per le innumerevoli versioni, che lo vedono anche proposto come secondo al posto della carne, in una tagliata aromatizzata al sesamo che ha già annoiato più di un appassionato cultore della cucina di mare. La rucola, dopo essere stata bandita da tutte le tavole ritenute di alto livello, ritorna a fare capolino in maniera educata, senza presentarsi in ogni pietanza se non desiderata: unica eccezione, la cotoletta alla milanese proposta nei ristoranti “fashion”, dove la carne viene coperta da un misto di pomodorini e, appunto, l’amarognola insalata. Del tutto “out” è diventato il sorbetto al limone proposto  a metà pranzo, finalmente scomparso dalla circolazione, anche nei banchetti ufficiali, così come le presentazioni di salmoni e aragoste in bellavista, insapori, inodori, insomma inutili da mangiare. Tornano imperiosi i dolci classici come millefoglie e Saint Honoré, con una certa disaffezione per i dolci al cucchiaio, che hanno caratterizzato il decennio trascorso, come la panna cotta e la bavarese, che sono diventati oggi patrimonio dell’industria alimentare con le versioni in polvere. Anche il tortino con il cioccolato caldo che si fonde all’interno non affascina più come nel vicino passato, quasi banalizzato dalle versioni al peperoncino o alla vaniglia. C’è grande voglia di sostanza in cucina, con la riscoperta del bollito, accompagnato da tutte le salse dovute, ma anche delle paste ripiene condite in maniera sostanziosa, con sughi robusti, dove viene sdoganata ufficialmente la cacciagione, da consumare liberamente, senza dover organizzare cene modello setta segreta. La crisi, insomma, mette fine ai prodotti di facciata, come gli oli aromatizzati, gli aceti improbabili, i formaggi fintamente artigianali per un godimento palatale fatto di sapori veri!

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