Sapendo che certi ristoranti all’ora di pranzo di un giorno feriale possono essere chiusi, telefono e prenoto: risposta gentile e pronta, quindi è vero che sono aperti sempre!  Siamo sul viale Michelangelo, a Firenze, luogo prestigioso, dove sorge l’albergo. che fa parte della catena Relais et Chateaux ,che ospita il ristorante: si sono alternati vari chef,al comando della cucina, questo è il terzo dall’apertura, l’impressione è positiva, scorrendo il menu da fuori.L’ambiente è forse preferibile in estate, quando si può mangiar fuori, nel parco, la sala, ben arredata, risulta un po ‘fredda. Appena arrivato, l’accoglienza non è di quelle indimenticabili: il cameriere, quando dico di aver prenotato, mi guarda con aria interrogativa e dubbiosa, dicendo che la cosa non gli risulta. Ora, con una sala vuota, l’affermazione è a dir poco fuori luogo, bastava sorridere e dire che era tutto a posto!. Ma è solo l’inizio, poi si scioglie ed il servizio, iniziato in maniera un po’ compunta e tirata, diventa meno ingessato. Si inizia con un ottimo assortimento di pani e dei curiosi grissini alle sardine, molto gradevoli. Poi arriva la”Grand Carte”(non è un mio errore, è scritto così!) Il pre antipasto, una terrina di piccione su salsa al prezzemolo, non funziona: bene l’accostamento ma la carne è molto dura e la temperatura troppo fredda. Meglio con l’antipasto di tempura di porcini caramello al pepe di Sechuan ed insalatina di uva candita, ottimamente calibrati. I tortelli ripieni di maialino di cinta senese e mascarpone, con mostarda di cipolla rossa, salsa di patata e polvere di lime sono corretti ma non esaltano, troppo spessa la pasta, poco caratterizzato il gusto. Ottimo il San Pietro cotto sottovuoto con olio extravergine di oliva, su cous cous di cavolfiore, verde di spinaci(anche troppo lavorato) ed essenza di vaniglia; ben eseguito il carré di agnello scottato alle Olive Nere Cellina, con purea di bieta ed i funghi gallinacci cotti nel proprio fondo. La scelta dei dolci è concentrata e golosa, segue una giusta stagionalità come ad esempio con il tortino caldo di marroni, emulsione di miele di tiglio ed olio d’oliva, gelato al rosmarino e fior di sale. La carta dei vini è sufficientemente ampia, possibilità di fare degustazioni di tre o quattro vini in abbinamento al menu. Menu degustazione di terra a 55 euro, di pesce a 70, completo a 85. Tre piatti alla carta 85 euro

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4 Commenti

  1. ….Sempre sostenuto che non saro’ mai una cuoca ne l’invitata perfetta.Ho dei gusti culinari troppo limitati.Pero’, fatto di necessita’ virtu’, mi piace la cucina fatta con semplicita’,che non vuol dire banale : materi prime ottime, non troppi sapori insieme a coprire uno sull’ altro e rispetto del sapore.A me questo cose qui..tipo i dolci sopra citati…che sono???dolce e’ dolce,che il sale esalti lo zucchero,lo sapevano le bisnonne che ne mettevano un pizzico nella torta ma…con il gelato al rosmarino…siamo ortocultori,ne gelatai, ne pasticceri….bischeri! 🙂
    buona giornata.

  2. mi sembra un commento alquanto fuori luogo, considerando che ci sono degli chef che fanno bene il loro mestiere e non si limitano solo a spadellare ma fanno ricerca e sperimentazione. Prima provare e poi giudicare!!!!

  3. Finche’ si parla di gusti, la cosa piu’ soggettiva del mondo,ritengo non ci possa mai essere commento fuori luogo.Chi invece vuol opinare sulle opinioni altrui,si accomodi, io sono serena.
    Buona serata Francesca 🙂

  4. Ho cenato all’Onice di Villa la Vedetta sabato 8 gennaio. Credo si tratti di un vero ristorante di alta cucina, con piatti ricercati ma allo stesso tempo “freschi” e di “carattere genuino”, ottimamente presentati da un giovane chef che, entrato su nostra richiesta in sala, sia pur conscio del ruolo svolto all’interno di un Relais & Chateaux 5 stelle, ha dimostrato grande maturità, riconducendo al lavoro di gruppo l’elevato standard della cucina.