E viene il momento , in un ristorante, nel quale è bene fermarsi, radunare le idee e metterle in pratica, per ridare smalto e forza alla propria proposta, non solo culinaria. Hiron, di nome e di fatto, cuoco e patron del ristorante omonimo,  lo ha fatto nel  dicembre scorso , prima delle feste, rinnovando il locale, tinteggiando di altro colore gli infissi,  ma soprattutto cambiando il menu, dedicando le sue attenzioni a nuovi piatti ed anche alla carta dei vini, per molto tempo tralasciata, ma che ora sta acquistando nuova dignità con qualche nuovo  ingresso e piccolo spazio per le bollicine. In un quartiere come quello di Gavinana, non avvezzo ad ospitare i patiti della nightlife fiorentina, Hiron è riuscito a far arrivare un pubblico eterogeneo, attratto soprattutto dal buon rapporto qualità prezzo dell’offerta. Forte di un’esperienza ventennale nei ristoranti fiorentini, è riuscito a ritagliarsi un ruolo fra  consumatori  in cerca di un cibo piacevole. Il concetto di trattoria  di pesce ben si applica ad un luogo dove sono immancabili gli spaghetti alle vongole ed il fritto misto, ma dove oggi è possibile gustare anche altri prodotti meno consueti come le moleche fritte e servite con una salsa orientale, a base di soia e aceto di riso, o il polpo bollito, proposto con le verdure croccanti. Gustoso e ben equilibrato il gambero in agrodolce con insalata di mele; rimangono un grande classico le linguine allo scoglio in bianco.Poi è l’estro di artista che può sorprendere ogni sera con creazioni estemporanee. Tolta qualche ingenuità, come l’eccesso di aceto balsamico e glassa in qualche piatto, è un locale che convince sempre di più. Sui 40 euro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento