Malgrado si continui a scrivere che l’hamburger è in crisi ed è giunto a fine corsa, che la moda presto finirà, dobbiamo rassegnarci al fatto che è diventato oramai un classico intramontabile e non ce lo toglieremo più dalle tavole e dai menu, soprattutto adesso che è entrato nella categoria gourmet (nel senso che è stato sdoganato anche dai locali trendy, si scrive così vero?). Cosa aspettarsi dunque sul futuro? Direi che il primo problema sarà che non basterà più aromatizzare la carne di manzo con le spezie più impensate, bisognerà cambiare tipologia per stuzzicare l’interesse del consumatore. Già esistono hamburger di pollo o di coniglio che fanno tristezza a guardarli, quelli di vitello appaiono pallidi ed emaciati come fossero sofferenti, va peggio su quelli di salmone o di pesce bianco che proprio uno si chiede come possa stare insieme, ma cosa potremo ancora aspettarci? Mi vine in mente che ci potremmo trovare di fronte ad hamburger di fegato per gli amanti delle frattaglie, quelli di cervello non sono proponibili ma hai visto mai quelli di animelle? Potrebbe essere un’idea l’hamburger d trippa o di lampredotto, ma alletta i vegan l’hamburger composto da legumi e cereali assortiti. Sulle carni cosiddette alternative si potrebbe aprire un mondo, come faraona e piccione, che potrebbero essere così consumati anche da tutti coloro che solitamente non gradiscono nemmeno avvicinarsi a tali animali. Magari riuscire ad evitare il pane fantasioso che ci viene abbinato quando fanno da ripieno di panino sarebbe ideale: quello nero al carbone vegetale o nero di seppia non si può vedere…

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