Gurdulù è spensierata scelta dell’essere istintiva voglia di entrare nell’anima delle cose, di diventare cosa stessa ingenua forma di cambiamento, contrasta la ferrea razionalità di un cavaliere in-esistente; c’è ma non sa di esserci e tutto pungicchiato di rosso con fili d’avena e ricci di castagna tra i capelli se ne va per il mondo, nel mondo. Mille nomi non lo chiamano, mille volti non lo definiscono perché Gurdulù è in quei nomi e in quei volti .Camaleonte di emozioni , Gurdulù è ladro dello spirito delle cose che gli vivono intorno e che vivono in lui.”

IMG_0422Meglio partire dal nome per descrivere un locale: il commento al libro di Italo Calvino sopra esposto fa capire l’esperienza che si vuol far vivere in un posto che sta  per compiere 6 mesi di vita ma che è già entrato nelle frequentazioni dei fiorentini, e non solo, per quel mix di cucina e drink che tanto appassiona i moderni avventori e rispecchia un nuovo modo del “sortire” serale. Si parte dai creatori del locale, amici nella vita che hanno trovato nella ristorazione un comune pensiero di azione pur in ambiti diversi: la scelta del luogo non è casuale, un quartiere come quello di Santo Spirito, brulicante di un turismo a volte eccessivamente mordi e fuggi, ma la via laterale appena defilata evita la massa indistinta di persone in cerca di un semplice mangificio. La cuoca Entiana Osmenzeza, che propone piatti ben distinti, dotati di sicura personalità, un personale di sala accogliente e preparato: unica pecca, al momento, il rumore di sottofondo, in via di risoluzione. Poi le luci calibrate, il bancone del bar, le due sale dove mangiare e, in estate, la corte interna, fanno dell’insieme un posto composito e intrigante. “Che fare?” una volta all’interno? Conviene fermarsi prima o dopo al bancone pe run cocktail, di sicura qualità, poi, a tavola, scegliere tra portate elencate in un ordine che non è quello classico, dove sono più le sensazioni a guidare che l’ordine precostituito di antipasti, primi, secondi. Per chi si annoia, non mancano gli special del giorno, dove il pesce diventa maggiore protagonista . Ha il suo fascino la caponata con calamari croccanti, funziona da apripista l’insalata di finocchi e agrumi con il suo sorbetto, da divertenti giocatori del gusto i gamberi IMG_0427rosa fritti in salsa agrodolce, gli asparagi cotti e crudi con seppie, zenzero e limone rappresentano un bel gioco di sapori e consistenze. Viaggiò retrò con il filetto alla Rossini con spinaci, pinoli e uvetta. Si chiude con piccola scelta di dolci, come semifreddo alla meringa, salsa e biscotto al cioccolato fondente . I percorsi gastronomici possono essere anche modulati a tre, quattro portate, dai 25 ai 55 euro, altrimenti singoli piatti variano dai 12 ai 35 euro. Menzione speciale per una carta dei vini ragionata, divertente a prezzi accessibili. Trasportato a Parigi o a New York si troverebbe benissimo…Gurdulù intendo !

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