Una volta i cuochi erano grassi, incredibilmente grassi. Basti osservare qualche dagherrotipo del secolo scorso, o anche foto più recenti per capire come si identificava nella stazza la bravura degli chef. E poi, all’epoca grasso era sinonimo di buona salute o, perlomeno, di ricchezza e i cuochi, che arrivavano al lavoro spesso da famiglie povere, erano contenti di mostrare il livello di vita raggiunto. Allo stesso tempo, il buongustaio era, alla pari dei cuochi, dotato di pancia prominente, gote rubiconde, linee curve su tutto il corpo, tanto per sottolineare la sua attività principale, quella del mangiare. Oggi i cuochi sono magri, come i pasticcieri, una forma smagliante, frutto di un rapporto diverso con il cibo. E i critici? “Ha il critico da essere grasso o magro?” potrebbe essere la questione da porre: è più credibile Anton Ego o un altro dei critici dotati di pancia capiente?Ha fatto bene Frank Bruni a dimagrire o doveva rimanere grasso?

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3 Commenti

  1. ci sono cuochi magri e cuochi corpulenti ed entrambi sanno fare bene il loro lavoro.
    Poi ci sono quelli che sembrano piu’ calciatori che cuochi, ma vabbe’… anche loro sanno fare il loro lavoro.
    E i critici? tu eri gia’ un bel personaggio, ma ora, col fisichino da atleta sei ancora piu’ gradevole 😉