Un mito da sfatare è senz’altro quello che il grande amatore deve essere un grande bevitore. Di sicuro l’alcol eccita in una fase iniziale, salvo poi trasformare un leone ardito in un innocuo agnellino, in grado solo di ispirare tanta tenerezza. Ma è altrettanto vero che, nell’immaginario collettivo, è difficile abbinare alla figura del salutista convinto, che beve analcolico, meglio se succhi di verdura o di frutta, un vero latin-lover. Potenza dei media, dei film di James Bond, attorniato da belle donne e sempre pronto a bere un Martini o un whisky. Fra tutte le bevande, la più antitetica alla seduzione risulta il chinotto. Farebbe la felicità di Fabio Fazio, per la tenerezza che ispira la parola. Nel gruppo di amici che usciva il sabato sera,c’era sempre quello che si avvicinava soppiatto al bancone, quando tutti avevano già cominciato a tracannare grappa e affini, e chiedeva sottovoce la scura bevanda. Altro pubblico entusiasta di questa bibita erano le zie e le nonne portate in giro la domenica dai nipoti. Dura pensarlo su di un comodino di un’alcova per ritemprare gli amanti focosi dagli amplessi. A meno che le nonne ne conoscessero in realtà virtù nascoste. Che dire l’esperienza insegna sempre! Credits ingusto.it

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