Al lettore comune la notizia può passare inosservata: chi è la Giotti e cosa fa? E cosa c’entra con il cibo? Sul Corriere Fiorentino si cita il passaggio di proprietà ma alla gente comune può interessare il giusto ma molti non sanno che tutti i giorni hanno a che fare con i loro prodotti. Non ci credete? Aprite un barattolo di sugo pronto al pomodoro, dicitura “arrabbiata” e sentite intenso l’aroma di aglio e peperoncino: dopo un passaggio autoclave pensate sia davvero possibile? Davvero credete che un trattamento fatto per renderlo conservabile a lungo lasci intatti gli aromi? Certo che no. Gli aromi naturali nascono da questa esigenza: restituire al prodotto sottoposto a lavorazioni che ne garantiscono la conservazione il giusto livello di appetibilità. Quindi, tanto per fare un altro esempio, il ragù che nelle pubblicità sembra quasi fatto in casa, se non avesse il reinserimento successivo alla lavorazione dei profumi di aglio, salvia e rosmarino, o anche carote, cipolla e sedano, avreste voglia di mangiarlo? La Giotti fa questo, crea il soffritto e ne estrae l’aroma, prende il basilico e restituisce l’odore al pesto pronto..vi fa paura? E perché?  Leggiamo quanto dice la Nielsen riguardo ai consumi in casa, la maggioranza del cibo mangiato tra le mura domestiche sono pasti pronti cucinati, già pronti e dobbiamo quindi nascondersi sotto la foglia di fico? Suvvia, chi non ha voglia di comprare gli ingredienti di base per poi trasformarli in casa sa bene quale è il suo destino, quindi niente ipocrisie: l’importante è che il lavoro sia fatto bene. Chi non accetta l’idea ricominci a cucinare!

Credits photo nuovatradizione.it

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