Li vedeva e subito la salivazione si bloccava, cominciava a farfugliare poche parole sconnesse e smetteva di fare altro. Troppo forte era l’emozione , i ricordi, quello che riuscivano a scatenare.. Avevano per lei un richiamo irresistibile, souvenir dell’infanzia, quando li scoprì per la prima volta mentre osservava donne più grandi di lei, abili nel gestirli e nell’affrontarli, nella maniera dovuta. Era tradizionalista e passionale, non sopportava quelli freddi e glaciali, che non erano in grado di rilasciare nessuna passione, anche se giovani e belli. Forse era anche demodé, ci pensava a volte, dover rifare gesti accantonati, lenti ma sensuali, che riportavano alla vecchia idea dei rapporti basati su elementi semplici ma duraturi. Vederli così giovani, teneri, suscitava in lei un misto di eccitazione e commozione. Si avvicinava a loro, che non erano mai soli, ma su questo si era quasi abituata, capiva che non poteva essere altrimenti, era una “conditio sine qua non” piacevole. Li toccava, li manegiava con estrema cura e godimento, sapeva che il miglor momento era l’attesa, ma a volte non riusciva a trattenersi: dopo averli toccati a lungo,guardava di sottecchi quindi, attenta che nessuno la notasse li metteva in bocca, dopo averli sentiti turgidi e sodi nella mani. Dolci e gustosi, davano un gran piacere i piselli freschi mangiati prima di cuocere Credits unistudenti.it

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