Leggo le riflessioni del collega Stefano Tesi su quanto successo in Toscana durante questa settimana di presentazione delle nuove annate e condivido buona parte delle sue argomentazioni e mi viene in mente di un altro fenomeno che noto nel nostro settore: la categoria del giornalista(?) imbucato. Esistono in tutte le città e si muovono con una maestria che rasenta la perfezione: spesso si muovono in gruppo, sanno quali sono le conferenze stampa di ogni giorno ed arrivano a quella che prevede buffet o aperitivo finale con una puntualità svizzera. Sono quelli che alle inaugurazioni delle mostre d’arte pretendono il catalogo che vanno poi a rivendere dopo pochi minuti a prezzo stracciato, quelli che protestano per il buffet poco abbondante, quelli che fanno domande per farsi notare e si imbufaliscano se gli organizzatori non li fanno entrare perchè non invitati. Fino a che si tratta di questo, direte, pazienza: ma se cominciano a sfruttare notti in albergo ed ospitalità in azienda la faccenda cambia. Anche perchè a volte non sono nemmeno giornalisti ma persone che cercano contatti con i produttori per loro interessi. Se hanno una faccia tosta fenomenale diventano anche simpatici ma in questi tempi di crisi, magari, una sfoltita alle liste non sarebbe poi così male:-))

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