Siamo nei pressi di Firenze: ci si arriva più facilmente dal Galluzzo, inerpicandosi sulla via Volterrana, per poi svoltare a destra e ritrovarsi in un locale che, in estate, gode di un’ampia terrazza dove poter prendere il fresco, mentre in inverno gli ambienti all’interno. sono caldi e accoglienti. Molteplici le gestioni che si sono succedute, quella attuale ricerca semplicità nella proposta: i prezzi sono chiari, ogni portata ha lo stesso prezzo(esempio 10 euro per tutti gli antipasti) e c’è anche una pagina per chi ama il baccalà, con piatti che lo vedono unico protagonista. La sistemazione all’esterno è un po’ strana, sembra quasi che siano rimasti tavoli di un banchetto precedente e che si utilizzino per non stare a spostarli: tre persone sistemate n un tavolo da dieci fanno un certo effetto:-). Il servizio è volenteroso, ma un po’ affannato. Si può partire con uno sformato di melanzane e funghi con fonduta di formaggio di fossa, gradevole ma con una decorazione di glassa di aceto balsamico non pertinente, così come i pomodori a crudo; meglio il crostone di baccalà piccante, saporito ed equilibrato. Il risotto al pomodoro cuore di bue con calamaretti ripieni e provola affumicata è solo un ricordo di risotto, manca la mantecatura ed i sapori appaiono completamente slegati. Tra i secondi la specialità è il fritto, oppure la bistecca ma c’è anche un piatto vintage come il controfiletto da fare al piacere: al pepe verde ricordi sapori lontani nel tempo, ma indubbiamente troppa panna impedisce di sentire bene il sapore della carne. Si chiude con una buona crema brulée.Carta dei vini praticamente inesistente, l’atmosfera è molto rilassata. SUi 40 euro per tre portate, vini esclusi.

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