Speriamo che siano stati loro, i germogli di soia: perlomeno sappiamo a cosa è dovuta questa epidemia  che ha già fatto 22 vittime in Europa, la maggior parte delle quali in Germania.  Appena è scoppiato il caso, il pensiero mi è andato a meno di un mese fa, quando, a scuola stavo facendo studiare agli alunni i danni derivanti da una cattiva igiene in cucina e, fra i le malattie che dovevano studiare, c’era anche quella derivante dal batterio dell’Escherichia Coli Enteroemorragica. Argomenti che sembravano lontano dalla mente dei ragazzi che diventano di tragica attualità, e che fanno riflettere su una morte che, nel 2011 appare disumanamente assurda: pensare di morire, per aver mangiato tranquillamente la sera al ristorante con gli amici, sembra quasi la trama di un thriller cattivo e malefico. Viene da chiedersi: ed ora? Spero che non comincino le polemiche tra carnivori e vegetariani, sul fatto che non è mangiando vegetali che si risolvono i problemi ma mi fa pensare che l’epidemia sia stata diffusa con  la soia: c’entra qualcosa la soia transgenica? Si tratta poi della maggior parte di quella presente sul mercato. E la domanda su cosa realmente mangiamo diventa sempre più pressante..

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5 Commenti

  1. Leonardo, la soia GM non è autorizzata per l’alimentazione umana quindi questi germogli non possono che essere tradizionali.

    Piuttosto, ho letto che l’azienda che sembrerebbe all’origine della contaminazione sia di tipo biologico… Sarà una deformazione professionale ma questo tipo di contaminazioni mi viene più logico associarle con un’azienda biologica che con una tradizionale.

    —Alex

    PS = la pagina che hai linkato è una compilation di sciocchezze esilaranti 😉

  2. @sabino
    Hai ragione, ma in questo caso l’argomento di attualità era quello del batterio killer…non associ il mangiare un’insalata ad una morte così repentina, altrettanto si può dire della diarrea. chiaro..

  3. Dalle ultime notizie pare che le analisi più approfondite abbiano assolto anche i germogli di soia dall’essere i “colpevoli” dell’infezione.
    Troppo spesso vengono diffuse dai media notizie non confermate, tanto per dare qualcosa “in pasto alla gente”. Però tutta questa storia, così grave ma così circoscritta localmente, ma fa pensare a qualche “svista” di un laboratorio, nel mezzo di una ricerca molto “riservata”.