Lei arriva e, mentre tutti sono ancora a pregustare la pausa pranzo, tira fuori la sua insalata già pronta, rigorosamente scondita, con annesso yogurt magro e frutta già tagliata in contenitore, onde non sporcarsi, e inizia mangiare mentre manda la mail o risponde al telefono. Il classico esempio di un efficientismo che fa solo arrabbiare i colleghi. Dall’altro lato, il pigro che non a voglia di muoversi, ordina una pizza con salamino piccante e wurstel, e magari annessa una Peroni 2/3, mangia che nemmeno il cavernicolo alle prese con un orso sgozzato, si lecca le dita e infine esprime alla cinese la soddisfazione per il pasto compiuto. Per entrambi il tempo è contato, entra in vigore il “Galateo per chi mangia alla scrivania”, ultimo capitolo di un libro che Monsignor Della Casa non poteva immaginare di tali incredibili sviluppi. Sì, perché, per gli work-alcoholic sarebbe bene capire che saltando il pasto non migliorano le prestazioni, tutt’altro, fanno una brutta impressione con i colleghi, non aumentano la produttività, se rispondono a bocca piena fanno fare una cattiva figura anche alla propria azienda. In soldoni, meglio uscire dall’ufficio e farsi una passeggiata se non si vuole entrare nel bar affollato, piuttosto che far rischiare la vita al computer con liquidi o grassi che rischiano di entrare sulla tastiera, innervosire a suon di sgranocchiamenti e slurpate i vicini di scrivania, non indurre in tentazione i colleghi che poi vogliono assaggiare cosa avete portato da casa e possono fare più danni della grandine. Insomma, il cibo ha un luogo apposito dove deve essere degustato,lavorare con effluvi di gorgonzola, aromi di sgombro in scatola, profumi di cioccolato rende frustante la professione. Cosa fa il vostro vicino di scrivania che proprio non sopportate? Oppure, se avete il vizio di farlo, come pensate di smettere? Il confessionale è aperto!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento