Prendete 8 cuochi, metteteli in un campus universitario per 2 giorni e dopo assaggiate il risultato di tanto discutere.  E’ quello che è successo qualche giorno fa a Lucca, per iniziativa dei responsabili del corso universitario locale dedicato al turismo. Il leader dell’iniziativa è Amelio Fantoni, eclettico cuoco viareggino, che ha deciso di percorrere la strada della messa in discussione di quelle che lui chiama”le regole della cucina insalubre come le mode che costringono ad usare i prodotti oltre la loro stagione o una concezione del mestiere che porta gli chef ad essere più artisti che professionisti”. Tutto condivisibile, per carità, solo che i piatti serviti a tavola appaiono esattamente quelli fatti da artisti in vena di provocazione. Quindi, giusto usare il pesce povero o i tagli di carne meno nobili, però la cucina senza sale “per sentire bene i sapori originali” o senza aceto o limone perchè “l’acidità si deve trovare nel vino” fa discutere eccome. Va bene la salubrità della cucina, va bene stare attenti ai principi nutritivi ma certi piatti gridavano vendetta:brodo di carne tiepido dove galleggiavano pezzetti di carne cruda, brodetto di pesce con zucca gialla con ancora pesci crudi a pezzetti, petto di pollo cotto al vapore, morbido sì, ma tanto triste con le verdure messe lì accanto, spezie inesistenti.. insomma, i futuristi in confronto erano dilettanti, ammettiamolo!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 Commenti

  1. ti stai invecchiando e non ti adegui
    aggiornati altrimenti sei fuori tuo figlio non te lo dice mai….
    Io su alcune tendenze artistiche ed artificiose non ci riesco… sono vecchio pure io
    sarebbe ora che ci mettiamo in pensione…pace dei sensi latte e miele la sera anzi per essere alla moda direi latte in polvere vanigliato con umore di orzo e gelatina dolcificato con miele
    passato al sifone
    giuro che non ho bevuto giusto un bicchiere di passito.

    voto a questo mio commento 5–

  2. Ascoltavo una bella canzone di Battiato e parafrasandola si potrebbe dire:

    Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
    di gente CHE NON HA FAME, che non sa cos’è il CUCINARE,
    si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
    e tutto gli appartiene.

    Io sono così vecchio che a volte non ricordo nemmeno il giorno in cui sono nato… come cuoco, o come uomo?
    Sergio Maria

  3. Preferisco l’identità gastronomica comune data di Pellegrino Artusi che quella del futurismo, spesso paradossale. Te ghe capì AF? ah ah

    Saluto Sergio Maria T.lo vedo qualche volta alla tele, complimenti Sergio per la sua pazienza e simpatia.
    Oh, un saluto a tutti!
    Stefano Buso