Metti un ristorante di pesce che a Firenze esiste da tanti anni, ed è sinonimo di alta qualità di materia prima; e metti uno dei più importanti produttori spagnoli di Patanegra, che decide di presentare i suoi prodotti nella tana del lupo..in verità,è l’occasione giusta per variare il solito menu, virando in maniera netta su una carne che non teme concorrenti..almeno in campo ittico. Serata di presentazione che ha permesso di gustare il Lombo, il Chorizo e il salchicon iberico de Bellota con stagionatura di 6 mesi e il Patanegra Gran Reserva de Bellota dalla stagionatura di 36 mesi: Sentori ossidativi al naso, non a tutti possono piacere, gusto complesso in bocca, grasso opulento, semidolciastro ma di grandissima persistenza gustativa: Esperienza d aprovare. Poi si parte con sparnocchi di retina al vapore con verdure dell’orto all’olio extravergine di oliva: delicati nei profumi, più decisi al gusto, calibrati. Il primo è affidato alle mani delle sfogline di Monghidoro(così recita il menu:-) che preparano i ravioli con la burrata, conditi poi da calamaretti con la salvia: anch’essi intriganti, soprattutto morbidi ma decisi nel sapore. Il pescato del giorno si scopre essere il dentice, cotto al sale che poi è servito con tre diverse maionesi. Dolci di casa, il tutto innaffiato da Champagne Billecart-Salmon Brut reserve..sarà stato per questo che c’era con me il Nero?
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