Il vero professionista non lo farà mai o, almeno, proverà a trattenersi, ma la frase sarà sempre lì, pronta ad uscire dalla bocca quando meno se lo aspetta. Stiamo parlando di camerieri, patron di ristoranti, osti avvezzi a qualsiasi imprevisto; lo scenario può essere quello di una trattoria tipica, di un’osteria trucida ma anche quello di un ristorante di lusso. Siete a mangiare in coppia o in gruppo, ridanciani o abbattuti, arrabbiati o contenti ma il vostro stato d’animo non interessa a chi, con voce suadente e guardandovi con fare ammiccante vi chiederà: “Tutto bene?”. Come si fa, viene da chiedersi, a rispondere che no, la pasta era scotta e immangiabile, il roast-beef troppo duro e le patate arrosto crude! Si abbozza, si farfuglia una frase del tipo: “Benissimo”, “Non si preoccupi” e poi si spera che non ripassi vicino al tavolo senza farsi porre, ancora una volta, la spinosa questione! Eppure, non a caso, è il galateo che impone di non mettere in imbarazzo i commensali e chi lavora in sala lo dovrebbe sapere bene: scatta però un meccanismo pericoloso, di necessità di conferma del lavoro svolto e, come ad un bambino si raccontano bugie a fin di bene, la stessa cosa accade con il cameriere ansioso. La cosa peggiore è che sono gli stessi camerieri che, quando dovrebbero chiedere qualcosa, ritirando dal tavolo, ad esempio, un piatto appena assaggiato, sfoggiano un eloquente esempio di comunicazione non verbale, evitando accuratamente di fare commenti e richiedere spiegazioni. Una tattica contro tali disturbi potrebbe essere quella di fare commenti a voce alta e in maniera plateale, decantando le lodi di quanto stiamo mangiando, arrivando a paragonare la qualità ai piatti che preparava la mamma, una frase che mette al sicuro da qualsiasi istinto indagatorio del maitre. Oppure, è doveroso paventare diete da seguire in maniera rigidissima, di fronte alla pietanza appena sbocconcellata, o anche improvvisi disturbi gastrici. Se poi avete coraggio e vi volete rovinare il pasto, affrontate il patron con aria decisa, negando con evidenza che tutto è andato bene: vi attenderà una sorta di seduta psicoanalitica, dove sarete costretti a sentirvi raccontare la giornata tipo di un ristoratore, con tutti i problemi e le preoccupazioni che si porta dietro questo mestiere, e vi alzerete solo al momento nel quale, presi da giusta commozione, proporrete di finire la discussione al bar per un caffè..offerto da voi però!Credits neronero.it

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