Uno va a New York la prima volta e si diverte ad osservare quesi ristoranti dove, alle 3 di notte, ti servono ancora da mangiare. Senza andare troppo lontano, magari a Parigi si ferma da “Au pied de cochon”, a Les Halles, dove ti accoglie il maitre ed i camerieri in divisa alle 4 del mattino ,per proporti una carta articolata e golosa. “A Napoli le pizzerie saranno aperte fino a tardi il fine settimana, Milano e Roma hanno locali etnici dove si mangia fino a tardi: vuoi che non ci sia qualcosa a Firenze?” pensavo tra me e me.. nasce lidea della “Notte delle lunghe forchette” ovvero una veglia fatta per andarre a scoprire i locali che servono da mangiare fino a tardi nel capoluogo toscano. A piedi quasi tutto il percorso, fino a che non si tratta di andare a scoprire le periferie: partenza alle 24 dal Ponte alle Grazie, arrivo in via de’Benci, dove inizia una movida paurosa, con tantissimi giovani fuori dai locali, tutti con bicchiere in mano. Cerco di capire se negli stessi locali servono da mangiare ma non vedo un solo piatto o proposta culinaria. Chiuso anche il ristorante libanese nei pressi, serrato quello giaponese, mi dirigo in piazza Santa Croce: la scena è la stessa, piazza ricolma, locali strapieni, di cibo poco e niente.Anche la nuova apertura di via Torta ha cessato di servire cibo. Ne approfitto per uno sguardo al look generale..certo che tanti giovani non si sanno vestire, le ragazze camminano sui tacchi come un trampoliere in un circo, stona poi il contrasto con gli uomini estremamente trasandati e le donne che perlomeno cercano uo stile..anche se spesso non ci riescono. Chi ha fame si dirige verso i “Kebabbari” o un paio di focaccerie, pizzerie a taglio o paninerie che fanno affari d’oro a vedere il numero di persone che si assiepano di fronte . Arrivo in piazza Salvemini e mi dirigo verso Borgo Albizi..niente di niente. Una volta allo Yellow Snack Bar di via del Proconsolo si mangiava la pizza, ma invece le sedie sono già sui tavoli, e non è nemmeno l’una. Ci deve essere stato un mega evento in Palazzo Vecchio uomini in smoking, donne in nero e lungo transitano su via Calzaioli, con passo incerto..Decido di andare in Oltrarno, passo da Piazza della Repubblica, qualche nota stanca dell’orchestrina di Pazkwoski, ma c’è aria di rimessa a posto. Dietro l’Odeon la fila dei ragazzi che cerca di entrare nella discoteca alla moda: non lo capivo da giovane, figuriamoci oggi,aspettare ore per farsi squadrare da un buttadentro che decide se farti entrare o meno(pagando, s’intende!). Raggiungo Santo Spirito, che è una bolgia infernale, prima incontro vari giovani che scambiano le strade per bagni pubblici, bell’ambientino..Di nuovo, si beve ma non si mangia, alle 130 i locali sono aperti per servire cocktail e birre, stessa musica in San Frediano.Il rientro è da Santa Maria Novella, vuota alle due di notte, Via Cerretani mette paura da quanto è silenziosa. Riconquisto la macchina e mi dirigo verso Nord: le voci di popolo parlano di pizzerie aperte fino a tardi in via Baracca. Sui viali si scorre che è una meraviglia, noto poi questi camioncini che servono panini che ancora sono aperti..ne tengo a memoria uno. Giro in lungo e in largo , niente..mi arrendo. Mi fermo davanti all’Osteria della Bistecca(chiusa ovviamente) un trippaio che sembra un medico guarda Renzo Arbore alla televisione e canticchia il ritornello del “Cacao Meravigliao”: la scena è così surreale che Dalì ci avrebbe fatto un quadro all’istante. Chiedo un panino al lampredotto, stappo la Moretti e medito di cosa si possa fare alle tre di notte di un qualnque venerdì dell’anno. Sulla strada del ritorno cerco un bar aperto..a Porta al Prato ce n’è uno, non l’ho trovato davanti al mercato di Novoli invece..Insomma a FIRENZE DI NOTTE NON SI MANGIA AL RISTORANTE, è provato. Hai visto mai che ora nasca un locale apposta..Credits rete.comuni-italiani.it

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