Lo apprezzava per la sua gentilezza: questo è il pensiero che le veniva in mente quando si trovava a pensare a lui. In effetti, talvolta, i pensieri si affollavano nella sua testa, per capire quale insana passione l’aveva condotta a lui con tanta frequenza. Non ne aveva mai sentito parlare tanto, era discreto, non invadente, fine: dipende ovviamente da come lo si trattava. Anche lui aveva una propria personalità, con alcuni lati più spiccati che quando venivano fuori, non lasciavano certo indifferenti. Lei lo conobbe veramente una sera a cena, a casa di amici, e cominciò a rimanerne invaghita; niente di roboante, bastò un approccio delicato e lei si fece ghermire dalla sua avvolgenza. Iniziarono a frequentarsi, spesso da soli, a casa di lei, e fu immediata passione. Lei rincasava prima dal lavoro, per avere più tempo e potersi dedicare a lui senza limiti. Lo guardava, quando erano soli, lo accarezzava, con le mani, lo toccava nella sua interezza, scorrendo le dita: le piaceva la sensazione tattile iniziale, per poi farsi prendere dalla passione senza freni. A quel punto i movimenti diventavano spasmodici, non aveva più voglia di aspettare, lo avrebbe preso subito, ma sapeva che la violenza del contatto le sarebbe rimasta addosso a lungo. Preferiva prepararlo a dovere, e quindi si calmava,dopo essersi allontanata un attimo, lo riprendeva tra le mani ed iniziava a prepararlo a dovere, affinchè riuscisse ad esprimere tutto il suo potenziale, non in modo brutale, ma dolcemente. Iniziava così a tagliare a fette il porro…Credits mydeejay.deejay.it

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